Verona, 28 Maggio, 1853.

Fui molto contenta udendo che finalmente le sia giunto l'involto contenente le copie stampate del Carme, ch' ebbi l'onore di poterle offerire, mentre io era in gran pensiero non forse fossero insorte difficoltà, o ritardi, in causa della posta. Ma, ben più che per questo la sua graziosissima lettera mi fù di vera consolazione, per l'accoglienza tutta benevola e generosa ch' Ella fece a' miei versi. La ringrazio delle parole piene di bontà ch' Ella mi scrive, e di aversi preso la gentil cura di farlo in italiano; così potess' io ricambiarla scrivendo a Lei in inglese! Pur mi conforta la certezza che il linguaggio delle anime sia uno solo; mentre io non so s' io debba chiamar presunzione, o ispirazione questa, che mi fa credere, che esista fra la sua e la mia una qualche intelligenza, e quantunque i suoi meriti e la sua bontà me ne spieghino in gran parte il mistero, pure trovo essere cosa non comune questo pensiero, che al mio cuore parla di Lei incessantemente, da quel giorno ch' io l'ho veduta per la prima e l'unica volta!

Ah se è vero che fra i sentimenti di compiacenza ch' Ella provò per gli elogi ottenuti de' suoi lavori, abbia saputo trovar luogo fra i più cari quello che le destò nell' animo l'espressione viva e sincera della mia ammirazione e del mio umile affetto, io raggiunsi un punto a cui certo non avea osato aspirare!

Il trovarmi con Lei a Colà, od altrove che fosse, è uno de' miei più cari desideri, e son lieta delle sue parole che me ne danno qualche speranza.

Voglia presentare i miei distinti doveri all' eccelente suo Sigre marito ed alle amabili figlie; e mentre io le prego da Dio le più desiderabili benedizioni, Ella si ricordi di me siccome di una persona, che sebbene lontana fisicamente, le è sempre vicina coll' animo, nei sentimenti della più affetuosa venerazione.

Incoraggiata dalla sua bontà, mi onoro segnarmi
amica affezionatissima
Caterina Bon-brenzoni.

The "Carme" spoken of in the above letter form a long poem on modern astronomy, entitled "I Cieli," (published by Vallardi. Milan: 1853). The opening lines contain the following address to Mrs. Somerville,—doubtless a genuine description of the author's feelings on first meeting the simple-mannered lady whose intellectual greatness she had long learned to appreciate:—

Donna, quel giorno ch' io ti vidi in prima,
Dimmi, hai Tu scôrto sul mio volto i segni
Dell' anima commossa?—Hai Tu veduto
Come trepida innanzi io ti venia,
E come reverenza e maraviglia
Tenean sospesa sull' indocil labbro
La parola mal certa?—Ah! dimmi, hai scôrto
Come fur vinte dall' affetto allora
Che t'udii favellar soave e piana,
Coll' angelica voce e l'umiltade,
Che a' suoi più cari sapïenza insegna?—
Questa, io dicea tra me, questa è Colei,
Di che le mille volte udito ho il nome
Venerato suonar tra i più famosi?
Questa è Colei che negli eterei spazj
Segue il cammin degli astri, e ne misura
Peso, moto, distanza, orbita e luce?


Another record of our visit to Colà is in a letter of my mother to my brother.