[39].
“—— Nelle chiese—
I più astuti del clero a udir son posti,
Gli altrui peccati, e li sommesse, arcane
Parole mormorate ai proni orecchi
Sono alla nostra libertà fatali.
Perchè nuda e tremante al lor corpetto
Ogni alma è tratta dalle sue lattèbre,
E assoluto non è chi si confessa
Se gli altri non accusa.”