Il seme a’ sassi, al vento le parole
Indarno ispargie, e l’ intelletto a Dio.
Dunche, s’ appresso il cor non mi sopporta
L’ infinita beltà, che gli occhi abbaglia,
Nè di lontan par m’ assicuri o fidi;
Che fie di me? qual guida o quale scorta
Fie che con teco ma’ mi giovi o vaglia,
S’ appresso m’ ardi, e nel partir m’ uccidi?
I deemed when erst upon my prospect shone
The mateless splendor of thy beauty’s day,