Di Dante dico, che mal conosciute

Fur l’opre suo da quel popolo ingrato,

Che solo a’ iusti manca di salute.

Fuss’io pur lui! c’a tal fortuna nato,

Per l’aspro esilio suo, con la virtute,

Dare’ del mondo il più felice stato.

From heaven he came, and clothed in mortal clay,

Traversed the vengeful and the chastening woes,

Living, again toward height eternal rose,