VI
Se dal cor lieto divien bello il volto,
Dal tristo il brutto; e se donna aspra e bella
Il fa, chi fie ma’ quella
Che non ardi di me, com’io di lei?
Po’ c’a destinguer molto
Dalla mie chiara stella
Da bello a bel fur fatti gli occhi mei;
Contra sè fa costei
Non men crudel, che spesso