— Chissà se il dottor Costigan e gli altri ce l’hanno fatta?

Scorsero, nello stesso istante, del fumo che si alzava al di là di una collina. — Ci dev’essere qualche boy-scout — disse Betty. — Forse stanno preparando la colazione e noi arriviamo proprio in tempo.

Si incamminarono in quella direzione. Giunti in cima alla collina, se ne trovarono di fronte un’altra simile, ma non c’era alcun segno di esseri umani.

Improvvisamente, Betty gli strinse un braccio, indicando un punto sull’erba. Devan guardò in giù credendo di vedere un serpente o qualcosa del genere. Ma Betty si era già chinata al suolo, il volto vicino a un fiore. — Ma è fantastico — essa esclamò — una “claytonia virginica” con sei petali, mentre questi fiori ne hanno sempre cinque.

Devan non fu particolarmente colpito, sostenendo che c’erano ben trifogli a quattro petali, ma lei fu irremovibile nel dichiarare che questo fiore era veramente una cosa eccezionale. — Ciò mi dà veramente la sensazione di un luogo “estraneo” alla terra — disse.

Continuarono il cammino e a un tratto sentirono un rumore indistinto e voci. Devan si mise davanti a Betty, pronto, all’occorrenza, a difenderne la vita. Ma, giunti in cima alla collinetta, videro venire correndo verso di loro, su per il pendio, Beatrice Treat, vestita di rami e d’erba.

Sembrava un albero di Natale.

Finalmente in preda a viva emozione, riuscì a esclamare: — Signor Traylor! In nome del cielo!

Poi vide che lei guardava dietro le sue spalle e intuì che stava confrontando rapidamente il suo improvvisato abbigliamento con quello di Betty, trovando il proprio meno riuscito.

— Questa — presentò — è la signora Peredge. Beatrice Treat.