(LXXIII, 29)

S’i’ fu’ già vivo, tu sol, pietra, il sai,
Che qui mi serri, e s’alcun mi ricorda,
Gli par sognar: sì morte è presta e 'ngorda,
Che quel ch’è stato non par fusse mai[510].

(LXXIII, 22)

Chi qui morto mi piange, indarno spera,
Bagnando l’ossa e 'l mio sepolcro, tutto
Ritornarmi com’arbor secco al frutto;
C’uom morto non risurge a primavera[511].

(LXXIII, 21)

XIV

Véase página [187].

Veggio co’ be’ vostr’occhi un dolce lume,
Che co’ miei ciechi già veder non posso;
Porto co’ vostri piedi un pondo addosso,
Che de’ mie zoppi non è lor costume.
Volo con le vostr’ale e senza piume;
Col vostro ingegno al ciel sempre son mosso;
Dal vostro arbitrio son pallido e rosso;
Freddo al sol, caldo alle più fredde brume.
Nel voler vostro è sol la voglia mia,
I miei pensier nel vostro cor si fanno,
Nel vostro fiato son le mie parole.
Come luna da sé sol par ch’io sia;
Che gli occhi nostri in ciel veder non sanno,
Se non quel tanto che n’accende il sole.

(Poesías, CIX, 19)