Obblio non pone in me de' miei trilustri,

Affanni, o de' miei spesi indarno inchiostri.

E 'l cor, che s'invaghì degli onor vostri

Da prima, e vostro fa poscia più lustri,

Riserba ancora in se forme più illustri,

Che perle, e gemme, e bei coralli, ed ostri.

Queste egli in suono di sospir sì chiaro

Farebbe udir, che d'amorosa face

Accenderebbe i più gelati cori.

Ma oltre suo costume è fatto avaro