A Sua Eccellenza
il Signor
Francesco Antonio
Conte di
Kolowrat-Liebsteinsky

Signore di Reichenau, Czernikowicz, Wamberg, Maierhöfen, Pfraumberg e Koschadek, di Borohradek, Horaticz e Scheisselicz in Boemia, Cavaliere del Toson d'oro, Gran Croce dell'Ordine Imperiale Austriaco di Leopoldo, Croce d'oro dell'onor civile, Balio onorario e Gran Croce dell'Ordine Sovrano di S. Giovanni di Gerusalemme, Gran Croce dell'Ordine Reale Sassone della Corona di ruta, Cavaliere di I.ma Classe, degli Ordini II. Russi di S. Andrea, di S. Alessandro Newsky, dell'Aquila bianca, di S. Vladimiro, e di S. Anna, Protettore della Società Filarmonica e dell'Istituto Boemo per le vedove e i sordo-muti, Presidente della Reale Società Boema per le scienze, Membro della Società Agronomica di Vienna, Membro onorario dell'Accademia di Belle Arti di Vienna e di Milano, della Società Agraria della Carniola e di Baviera, e di quella Mineralogica di Jena, Membro attuale della Società del Museo Nazionale di Boemia, Membro onorario della Società Irlandese per la letteratura nazionale, e Membro ordinario della Reale Società di Copenaghen per l'archeologia nordica; di S. M. I. R. A. Consigliere Intimo attuale, Ciambellano, Ministro di Stato e di Conferenze.

Eccellenza!

A Voi, Eccellentissimo Signore, cui meta d'ogni desiderio è il pubblico bene, piacemi d'intitolare quest'Opera che ha per principale scopo la preservazione della salute degli uomini.

Io Vi offro in essa il frutto sudato de' miei lunghi studii e di una pericolosa sperienza qual pubblico omaggio all'altissimo Vostro merito, e quale espressione sincera de' miei sentimenti di profondissima stima e di rispettosa ammirazione per le rare Vostre virtù.

Io doveva umiliarla a Voi, Eccellentissimo Signore, che con tanto lustro presiedete al Gran Consiglio di Stato dell'Austriaca Monarchia, e che siete il proteggitore benefico delle scienze, delle arti, e di ogni utile imprendimento. A Voi, che dotato di sommi talenti e di lumi, accoppiar sapete alle gravi cure governative la coltura delle ottime discipline, e l'amore di tutto ciò che può esser utile e contribuire al bene della società.

Aggradendone l'umile offerta Voi avete non solo accordato il più bel premio ed il più gradito al mio lavoro, ma avete mostrato altresì quanto Vi stia a cuore il bene dell'umanità ed i suoi veri interessi, e come oggetto principale di tutte le Vostre sollecitudini sia tutto ciò che in qualunque modo può contribuire al ben essere ed alla prosperità di questa grande famiglia, di cui SUA MAESTÀ L'AUGUSTO NOSTRO SOVRANO nell'alta Sua saggezza Vi ha affidato il sacro deposito dell'Amministrazione.

In questa mia Opera Voi troverete, Eccellenza, dipinte le più grandi sciagure dell'umanità. Sono certo che esse desteranno nel Vostro cuore benefico un fremito di compassione, e Vi animeranno a proteggere sempre più le scienze utili, segnatamente quelle che hanno per iscopo di preservare la società dal più temuto dei mali, dal flagello più grande e più distruggitore dell'umana specie. Gli uomini veri benemeriti dell'umanità non sono tanto quelli che pubblicano Opere utili, e che coi loro scritti, coi loro lavori diffondono nel pubblico conoscenze importanti e proficue, quanto quelli che le proteggono, e che colla loro autorità e con generoso impulso li incoraggiano a tentar nuovi sforzi per meglio contribuire ai progressi della scienza e all'utile della società.

Accordatemi, Eccellentissimo Signore, l'onore di protestarmi con profondo rispetto e riverenza.

Venezia, il 4 Marzo 1840