Il fondo di detto vaso viene masticiato sopra un pezzo di cuojo incolato nel mezzo di una tavoletta, la quale così caricata del vaso su di essa fissatovi, si fa sdrucciolare orizzontalmente nell'incassatura dei due ritti o legni perpendicolari.

Nel vaso così disposto si verseranno successivamente gli acidi ed il manganese nelle dosi sopraindicate, poco più poco meno, secondo la capacità del vaso, ma sempre nella stessa proporzione, cioè 5 parti di acido nitrico puro, della gravità specifica di 1, 40 (circa 39 dell'areometro di Baume), quattro ed anche cinque di acido idroclorico, di 1, 134 di gravità specifica (17 circa dell'areometro di Baume), ed una e mezzo o due di ossido di manganese grossolanamente polverizzato, o in pezzettini.

Lo sviluppo più abbondante del gas dipende non solamente dalle dosi, ma ben più ancora dallo stato di concentrazione degli acidi.

Se l'infezione fosse considerabile, e se la sorgente che la produsse fosse di natura assai grave; così pure, se l'ambiente da spurgarsi fosse molto vasto, sarebbe più cauto e più efficace distribuire due o tre di questi apparati nella lunghezza della nave o della sala da spurgarsi, anzi che accrescere in un solo vaso gl'ingredienti necessarii alla fumigazione.

Le boccie o vasi che si vogliono destinare a detto apparato non debbono eccedere di molto la grandezza indicata di sopra; devono aver un'apertura assai larga per dare istantaneamente uscita al volume del gas di cui si ha bisogno, tale che possa spargersi da per tutto senza recar molto incomodo. Finalmente bisogna che il coperchio del vaso chiuda così perfettamente, e sia tenuto così permanentemente fermo, che il gas resti imprigionato in modo da non poter fuggire, e non vi sia nemmeno alcuna picciola perdita comunque insensibile. In somma, che non si spanda se non quando si vuole che esali, che cessi tosto che si desidera, e che resti per mesi intieri senza che dia traccia o indizio di sua presenza.

Nel caricare detti vasi o boccie disinfettanti, essenzialissima avvertenza dovrà esser quella, che nel vaso o nella boccia resti sempre un vuoto di due terzi circa della sua capacità. Altrimenti sarà impossibile contener chiuso il gas. Facendo forza, il vaso si spezzerà.

Nei Lazzeretti, negli Spedali ed altri Stabilimenti Sanitarii, dove può occorrere da un momento all'altro di spurgar prontamente qualche oggetto infetto o sospetto di contagio; disinfettar qualche naviglio, o qualche locale chiuso, ed altre cose, sarà assai opportuno ed utile aversi in pronto alcuni di detti apparati, per potere spurgare secondo il bisogno e con la necessaria facilità e prontezza.

A quest'oggetto si dovranno tener preparate nei detti Stabilimenti, per adoperarsi a seconda del bisogno, le boccie portatili disinfettanti, propriamente dette, in vece dei vasi fumigatorii sopradescritti.

Dette boccie disinfettanti portatili debbono essere di cristallo forte e grosso; della tenuta di once 18, a 24, d'acqua per ciascheduna; di bocca larga un pollice, un pollice e mezzo circa, col tappo di cristallo smerigliato. Si preparano nella stessa maniera, collo stesso metodo che i vasi sopradescritti; gl'ingredienti si accrescono o diminuiscono in proporzione della grandezza delle boccie, procurando però sempre che due terzi di ciascuna boccia restino vuoti. Per impedire che la forza espansiva del gas non sollevi il tappo, convien mettervi sopra un pezzo di piombo concavo, e rinchiudere la boccia in un astuccio di legno duro (di bosso p. es.) chiuso a vite, il coperto del quale terrà obbligato il tappo col mezzo di un sughero sovrappostogli, o di un cuojetto fermato nel fondo della boccia o al collo della medesima. Nel fondo dell'astuccio verrà incolato un girello di sughero o di cuojo per posarvi adagiata la boccetta. (Vedi fig. N.º [VII. VIII]).

La sola cosa da temersi in dette boccie disinfettanti, e contro la quale l'apparato mette in sicuro, si è che si spezzino, o che il tappo non essendo trattenuto che per il proprio peso e per il fregamento nel collo, possa essere sollevato dallo sforzo di espansione del gas; ma la berretta di piombo e le altre precauzioni indicate serviranno a prevenire questi inconvenienti. Del resto, è difficile immaginare niente di più semplice, di più facile ad eseguirsi, di più comodo, meno dispendioso, e meno soggetto a disgustosi accidenti, di detti vasi e boccie disinfettanti, per l'uso cui sono destinati a servire, ed in riguardo all'immensa utilità che da essi se ne può ritrarre. La loro preparazione d'altronde gode di alcune importanti e comodissime proprietà; quella p. es. di conservare lunghissimo tempo la sua attività. Si citano esempi di vasi con detto metodo preparati, che dopo aver servito per dodici anni, non si potevano sturare senza che si provasse nel momento l'impressione del gas acido muriatico ossigenato, sebbene nulla fosse stato aggiunto dopo la prima sua preparazione: l'altra di potersi far nel momento senza fuoco, senza apparecchio distillatorio, in una parola, per semplice miscuglio; per cui viene chiamato acido muriatico ossigenato estemporaneo, e di potersi usare altresì senza timore d'inconvenienti, e senza che sia necessario di rinnovare la preparazione se non che dopo un tempo considerabile; e ciò anche qualora le occasioni di dar esito al gas fossero state le più frequenti. Finalmente se si riflette, che il gas che si mette in azione è riconosciuto il più efficace di tutti per attaccare, neutralizzare o decomporre i contagi; che con questo metodo la di lui azione viene moderata e regolata dalla volontà, e può attivarsi anche nei luoghi abitati senza inconveniente, la detta preparazione del cloro estemporaneo sarà certamente da risguardarsi per eccellente, comoda, utilissima, e preferibile in moltissimi casi.