L'amore ha un lato vivace, sorridente, che ci attrae; l'altro è tetro, imbronciato, che ci disgusta.

L'amore puro, timido e casto appartiene al primo genere. Esso è l'amore che deve formare la felicità nostra, è un amore tutto poetico e lusinghiero.

Al secondo appartiene l'amore irato, focoso, che è funestato dalla gelosia. Guardiamoci da questo, perchè il fuoco che arde nei nostri petti ben presto si consuma senza poter nulla di poetico godere. Esso è un amore direi quasi despota e tiranno.

È vero che all'amore nulla può comandare, ma è bensì vero che gli si può resistere con un grandissimo sforzo di volontà. Tocca ai genitori di mostrare ai loro figli il lato brutto e pericoloso, tocca ad essi, dico, ad arrestarli sul lubrico cammino che conduce ad una vita desolata, piena di pianti e di tristezze.

Guardatevi pure, o giovinetti inesperti, dagli amori volubili, gelosi e violenti. Se un tal genere di amore cominciasse a far presa nel vostro animo soffocatelo al suo nascere; meglio negare, anche con dolore, la propria volontà, che essere infelici, e disgraziati più tardi.

Parte Quarta.

Dell'Amore e sua igiene morale.

Se l'amore coi suoi nodi difficilmente solubili avvicina due giovani cuori e li fa battere entrambi dello stesso palpito, raramente si può arrestare i battiti di quei cuori, raramente si può scindere i due amanti. Nulla, nemmeno l'esilio potrebbe spegnere la fiaccola ardente di quel primo amore.

Ciò che alle volte pone un ostacolo insormontabile è l'incompatibilità di carattere, la differenza della posizione sociale. E quì l'igiene e il ragionamento devono riunirsi in uno sforzo comune per rendere evidente ai due innamorati l'impossibilità di accendere la fiaccola d'Imeneo. Le ragioni però che i genitori dovranno addurre sempre, devono avere un serio fondamento, e devono essere esposte con dolcezza se si vuole ottenere la vittoria. Esporle con severa durezza non si farebbe altro che attizzare il contrariato amore.