— Perdono, mormorò egli correndo dietro al suo cilindro.
— Diamine, badi ove manda le gambe! brontolò il grasso signore, ma appena il giovane rialzò la testa, il panciuto mandò una grande esclamazione.
— Pomponio, tu qui?
— Zio, siete voi!
— Oh lascia che t’abbracci, e sì dicendo lo zio senza curarsi di essere sulla pubblica strada, saltò al collo del nipote, che rimase alquanto confuso per quella eccessiva tenerezza.
— Come, birbo! tu sei a Firenze, ed io ne sapeva niente? — Oh Dio.... buono!
— Perdonatemi zio, aveva perduto l’indirizzo.
— E ci sei venuto senza accorgertene.
— Come?
— Io abito in quella palazzina.