Mentre il nostro artista vola trasportato dal turbine lusinghiero delle speranze palesando in mille modi la sua gioia, passeremo a vedere quale impressione abbia fatto Ermanno nel cuore di Laura.
Nella prima sera in cui ella lo conobbe, la corrente di simpatia superò certe sciocche convenienze, e vedemmo quella ragazza abbandonarsi ingenuamente a tutto il brio e la libertà che erano in lei natura. Vi sono nellʼuomo certi misteri incomprensibili di cui se ne subiscono giornalmente le conseguenze, spesso ci diventa simpatico unʼindividuo al solo sentirne a parlare; diremo di più che questa simpatia nata improvvisamente si trova giustificata al primo incontro che si ha collʼindividuo in persona.
Alfredo, lʼabbiamo detto, era stato a Milano qualche giorno in casa della cugina; questo bravo giovane era entusiasta per Ermanno, e parlò di lui a Laura in modo tale, che costei si sentì curiosa di conoscerlo personalmente—Ecco lʼunica ma sufficiente scusa che può giustificare la condotta di Laura.
Dʼaltronde a diciasette anni si pensa forse tanto alle conseguenze? No per buona sorte: La natura si trova a quellʼetà ancora intatta, basata cioè sui principii di unʼeguaglianza generale. Che non può poi quel mago che sconvolge ogni cosa, lʼamore? Lʼamore, quel senso misterioso che si rivela tutti i giorni sotto forme novelle, quella rugiada di paradiso che basta per sè sola a confortare tutti i dolori, a sanare tutte le ferite! È tuttavia in comprensibile il suo dominio, tutti i mortali lo hanno provato, tutti furono trasportati nel seno di quel mare di voluttà, tutti bevvero in quella coppa che racchiude le più sante delizie, senza che uno solo abbia potuto afferrare il secreto di quelle gioie; la specola della scienza non ascese puranco alle regioni dʼamore.
Come nasce, come muore? Dove passa? nessuno lo sa;—Il filosofo austero potrebbe pensare e studiare secoli interi senza venirne a capo di una definizione —Come si manifesta? Chiedetelo a Laura, che per quella prima notte cercò invano il riposo—Lʼimmagine dʼErmanno le stava sempre davanti agli occhi, ed ella dʼaltronde non cercava menomamente di bandirla.
La prima manifestazione dʼamore nel cuore umano compie la più grande delle rivoluzioni nelle idee; tutto ciò che prova un cuore vergine al primo palpito è nuovo, confuso, come melodia portata da lontane regioni frammista al mormorio dellʼaria; come il profumo di mille fiori raccolto in una folata della brezza primaverile.
Eccola per esempio, la vispa Laura, colei che non aveva un minuto di quiete, che non si era crucciata mai per nulla; dovʼè la sua allegria, dove lʼeterno sorriso di soddisfazione, il sorriso dellʼinnocenza? Per la prima volta la giovinetta pensava; a che? Ella stessa noi sapeva—Seduta in un angolo remoto del giardino, pareva intenta a comporre un mazzolino di fiori, e la soverchia cura che poneva in quel lavoro, palesava il vero secreto. Il labbro più non sorrideva; il sorriso non può passare per la stessa via del sospiro, e Laura sospirava di frequente.
Povera fanciulla! Inginocchiata sullʼerba, interrompeva talvolta il lavoro per abbandonarsi alle riflessioni; ella pensava, ed il suo pensiero vagava altrove mentre il corpo rimaneva là, immobile come statua.
Tutto le parlava allʼanima un linguaggio dolce e commovente, tutta natura era unʼarmonia soave come la musica di Ermanno.... Ermanno! A questo nome il suo pensiero si arrestava, ed un lieve rossore le pingeva le gote; nel pronunziarlo ella sentiva alcunchè dʼignoto destarsi in lei, e sorrideva malinconicamente. Era un sorriso traditore che celava un sospiro.