Lʼuomo sʼillude nel commettere un errore; egli pensa e crede tutto il contrario di quanto potrà succedergli, e tenta con ogni scrupolo di giustificarsi in faccia alla sua coscienza.—Per il bene si ricorre alla ragione; per il male, allʼillusione; son due tribunali che si rassomigliano.
Alle sette e mezza il nostro eroe era già sulle mosse verso la casa di Alfredo; sicuro della sua coscienza egli camminava quasi baldanzoso; ma appena scorse da lontano il balcone di casa Ramati, e sovrʼesso vi distinse Laura, si senti al cuore una scossa tanto forte, che mancò poco non cadesse. Alla sola vista di quella giovinetta disparve in un baleno lʼapparato del suo eroismo; tutto il coraggio si franse dʼun colpo, tutte le idee di generosità inspirate da un falso amor proprio si dileguarono, e con esse ogni dubbio sulla reale esistenza del suo amore.
Egli aveva potuto senza vederla fabbricar progetti a suo piacimento; il cuore lo lasciò fare senza punto disturbarlo; ma che può mai la mente allorquando il cuore parla? Questa particella di noi stessi, impianta per sè sola una specie di governo assoluto, un centro dʼazione contro cui si frange la punta del più saldo raziocinio.—Ermanno stesso rimase colpito dello strano potere che aveva preso nellʼanimo suo quella fanciulla, e conobbe di quanto avesse progredito il suo amore in soli due giorni.
A che servirono mai tutti i suoi proponimenti? La verità ora si appalesava con tutta chiarezza.—Riavutosi alquanto egli riprese il suo cammino, ma più si appressava a quel balcone, più ingrandivasi la sua agitazione.—
Laura intanto era fissa cogli occhi al fondo di unʼaltra via che attraversava quella percorsa da Ermanno; dalla sua attitudine era facile lʼindovinare che ella sperava di veder comparire qualche persona aspettata.—Tratto tratto, scorreva collo sguardo su tutti i punti dominati dal balcone, palesando una viva impazienza.
Allorchè le venne dato di vedere Ermanno, si fece rossa in viso, ed anchʼessa fu colpita da un assalto di palpitazione.
Quando egli entrò nel portone, Laura gli corse incontro ad aprirlo, e lo ricevette sullʼultimo gradino con una convulsiva stretta di mano, ed un sorriso che riassumeva mille rimproveri, e mille ringraziamenti.—Entrarono sempre tenendosi per mano, giunti nella sala del balcone, Laura sedette, ma era tanto lʼaffanno della poverina da non trovare il respiro per dire una sola parola.
Letizia ed Alfredo non erano presenti per quel momento, ciò accresceva lʼimbarazzo di Ermanno, il quale pure non aveva ancora aperto bocca—Infine Laura ruppe per la prima il silenzio.
—Bravo, bravissimo il signore, ieri sera noi abbiamo aspettato invano!....
—Mille perdoni madamigella.... non fu per colpa mia; dʼaltronde non aveva accertato di venire....