«Lʼavvenire!... E può mai questa parola suonare come una speranza per gli uomini se lʼultimo punto di esso è la morte? Come mai fra un presente infelice ed una morte inevitabile può la mente trovare nella via di mezzo qualche bricciolo di fede che lo attacchi ad una speranza; come si può sognare la felicità quando si è in preda del dolore?—Per me lo confesso, tutto è triste, monotono; dacchè io ti ho lasciata, non ebbi che noie e sconforti—Lʼanima mia troppo prostrata non sa trovare nelle memorie del passato un riflesso di calma; e sì che fui felicissimo.

«Ti ricordi Laura, di quel giorno in cui abbiamo passato per la prima volta la Romanza? Io non lo dimenticherò mai più, e solo nel ripensare a quei momenti, parmi di essere ancora nella tua cameretta—Oh! quanto è bella! mi ricordo ancora del leggiero e delicato profumo dei fiori, della mesta luce che penetrava per le cortine; tutto spirava il candore e la purità, e non vʼha oggetto benchè piccolo che non mi sia rimasto impresso—Mi ricordo ancora che noi eravamo soli, io seduto al piano, tu al mio fianco... Ti parlava deʼ miei dolori spingendo lʼingratitudine sino al punto di dubitare dellʼamor tuo; e tu povero angioletto piangevi, piangevi amaramente!—Oh! perdonami perchè allora io vaneggiava; se non avessi tutta la certezza di essere amato, se la speranza che tu potrai amarmi per lʼavvenire non venisse a consolarmi, io sarei ben infelice!

«Ma tu lo dicesti, e le tue lagrime protestarono altamente contro il mio scetticismo; lʼaureola di tutta luce che circonda la cara tua persona, disperse le nubi dellʼincertezza; ed ora credo e ti amo—Credo perchè ho bisogno di credere, amo perchè sento che la più grave delle sventure non vale il sacrifizio del tuo amore—Sia che vuolsi, io vivrò di esso finchè il tuo cuore risponderà al mio; sarò infelice perchè lontano da te, ma mi verrà di gran conforto il pensiero che in qualunque momento ti ricorderai di me compiangendo la mia sorte!

«Addio sogni di gioventù, chimere della fantasia io vi abbandono per vivere di una memoria: non è forse possibile il trovare delle dolcezze riandando sul passato?... Mi proverò. Il tuo nome o Laura sarà la mia bandiera, e formerà collʼarte la mia fede.

«Prima di proseguire, lascia che io ti dica quanto bene mi abbia arrecato il tuo ultimo saluto nel mattino della mia partenza—Per tutta la notte che lo precedeva non potei chiuder occhio; allʼalba ero già vestito, e stava sul balcone di Paolo salutando quel nascente sole al cui tramonto io doveva assistere molto lungi da Milano; la bella e cara città che ospita nel suo seno la mia adorata Laura.

«A tutta prima avrei creduto che tu malgrado la più gran voglia fossi rimasta addormentata; ti accerto che ciò mi avrebbe afflitto, e sai perchè? Perchè così era provato che lʼidea della mia partenza non aveva turbato i tuoi sonni—Ma tu venisti—Oh! come eri bella Laura mia; lascia che lo ripeta, come eri sublime; tu mi apparisti più leggiadra dellʼaurora che aveva poco prima salutata!—Quella vesta bianca, quelle treccie bipartite che ornavano il tuo pallido volto, si sono impresse nella mia memoria, ed io non so ricordarmi la tua graziosa figura senza quel modesto abbigliamento.

«Con quale trasporto avrei baciato il lembo della tua veste, e prostrato aʼ tuoi piedi mormorarti parole dʼamore... ma ciò non era possibile, ed io dovetti appagarmi di vederti.—Quellʼestremo addio mandato in silenzio era ben straziante, e la pena che mi piombò nel cuore in quel momento, è indescrivibile.

«Fu quello un punto ben strano per me, giacchè mi trovava sotto la pressione di due grandi ed opposti sentimenti: non saprei dirti quandʼè che io sia stato più felice di quanto lo era in quellʼistante, come non so immaginarmi in qual ora di mia vita io abbia provato un dolore tanto atroce come quello di separarmi da te così bella, da te che mi salutavi mestamente, senza poterti dire: Addio, senza poter sfogare in parole lʼanima mia, e palesarti che al punto di partire io sentiva di amarti immensamente...

«In tanta tenzone di gioia e dolore, nello avvicendarsi ed urtarsi di sì varie emozioni, io non sapeva più a che decidermi; ma intanto io soffriva perchè il dolore preponderava, e ben annunziavalo questo povero cuore che gemeva oppresso.—Mi rimanevano ancora pochi minuti per recarmi alla stazione, e fu forza partire.... abbandonarti. Mi diedi coraggio concentrando nellʼultimo sguardo tutta la mia tenerezza, e ti salutai con lagrime.