[(448)] essere C. R. 2. — passer C. F. R.
[Cap. XXX.]
Lo re domanda: come potrebbe l'uomo sapere che Idio facesse l'uomo alla sua similitudine? Sidrac risponde:
Noi troviamo nel libro del buon servo di Dio, ciò fu Noè, che quando l'umanità di Dio fece Adam, ch'egli disse: noi faremo uno uomo alla nostra simiglianza; e la parola fu alla divinità, al suo spirito [(449)]. E per quella parola sapiamo noi bene che Idio fece l'uomo alla sua simiglianza; che egli è tre per uno Dio; ch'egli potrebe bene avere detto: faremo uno uomo; e questo sarebe inteso che Idio avesse facto uno uomo in altrui simiglianza che nella sua. E se avesse detto: io farò uno uomo, sarebe inteso ch'egli non sarebe istato padre e filio e spirito sancto; che lo figliuolo e lo sancto spirito venisse in terra, e [(450)] quello medesimo uomo dilibera [(451)] dal podere del diavolo, Adamo e li suoi amici. Si disse egli anche: noi faremo uno uomo, però ch'egli volle che noi fossimo degni d'avere parte del suo regno, chi [(452)] servire lo vuole. Ancora ci diede pura iscienzia di sapere, che noi siamo la più degna criatura del mondo.
[(449)] e allo spirito santo C. R. 2.
[(450)] por C. F. R.
[(451)] diliberare C. R. 2. — delivrer C. F. R.