[(489)] Abb. adottata la lez. del C. R. 2., come più corretta di quella del C. L. Dobbiamo però avvertire che in esso C. R. 2. si legge, invece di lo giardiniero, lo giardino, che a noi è parso errore da potersi senza esitanza correggere, sull'autorità del C. F. R. che ha jardinier.

[(490)] ed al suo comandamento C. R. 2.

[Cap. XLIII.]

Lo re domanda: che comandamento farà Iddio al suo popolo? Sidrac risponde:

Iddio comandò al suo popolo amore e giustizia, e che l'uomo non faccia a niuno quello che non volesse che l'uomo faccia a lui [(491)]. Che per l'amore di Dio che à in Adamo [(492)], egli manderà il suo figliuolo in terra a morire, per lui diliberare; e per l'amore che 'l figliuolo di Dio avrà in lui, si lascieranno molti morire per diversi tormenti, per andare nella sua compagnia in cielo. Per l'amore e per la povertà e per l'astinenzia, andranno egli in cielo nella sua gloria: che chi àe buono amore in Dio, egli à buono amore in sè medesimo; chi à la povertà [(493)] e la sofferenza e l'astinenzia in lui, egli à l'amore di Dio in lui.

[(491)] Migliore la lez. del C. R. 2.: Idio comanda al suo populo timore e giustizia e astinenzia, e che l'omo non faccia a nullo quello che non volesse che fosse fatto a lui.