[(633)] au deable C. F. R.
[(634)] che vi capiono C. R. 2.
[(635)] et sie fanno istipare tutta la tavola d'intorno di legna secche C. R. 1.
[Cap. LXXX.]
Lo re domanda: perch'alcuno uomo è nero e altro bianco? Sidrac risponde:
Per tre ragioni è l'uno bianco e l'altro nero. L'una per lo seme [(636)]; che se il padre è bello [(637)], e ingenera per grande volontà, per diritta natura conviene che la criatura sia del colore del padre. E se la femina riceve volentieri il seme con grande volontà, e la volontà del padre non vi sia, per diritta natura conviene che la criatura sia della somiglianza della madre. E se l'uomo e la femina sono amendue di grande volontà, lo loro figliuolo sarà del colore del padre, perchè egli disciende e viene di tutti i suoi menbri e nerbi e vene; e per diritta natura conviene che sia di quello medesimo colore, e della somiglianza della madre, perchè la madre lo riceve come pasta, sanza nulla figura [(638)]; e poi nel suo corpo piglia egli figura; e però conviene che la figura sia somigliata a lei [(639)]. E l'altra maniera si è che se la femina è di calda conparazione [(640)], la creatura s'arde [(641)] nel suo ventre, e diviene bruna. L'altra cagione si è per cagione della terra e dell'aria, conviene che la criatura diventi nera o bruna.
[(636)] per la sembianza C. R. 1. — E questa crediamo la vera lezione, confermata dal C. F. R. e dal T. F. P., che hanno: semblance.