Lo re domanda: piove più in un luogo che in un altro? Sidrac risponde:
In uno anno piove più che in un altro, primieramente per la volontà di Dio, e per lo movimento delle pianete e de' segni; ch'elle si muovono per la volontà di Dio, siccome deono, e si rincontrano; e questo fanno in uno anno magiore caldo che in un altro. L'anno che poco piove, sarà grande danno in terra; che la terra non rende tanto del suo frutto, come s'egli piove assai. E quello anno sarà inferma la terra, per lo calore ch'è stato dinanzi, perchè non piovve, tanto ch'ella potesse raffreddare per lo calore che viene della state. Quando la terra è calda e arde e rinfiamma, ella gitta fuori lo suo veleno per l'acque e per li frutti; e perciò infermano le genti. Non intendere mica tutte le terre. Ma se l'anno non piove bene, al movimento de' segni e delle pianete e alla volontà di Dio, sono corrotti.
[Cap. CXVII.]
Lo re domanda: perchè non fece Idio l'uomo che non potesse peccare? Sidrac risponde:
Se Iddio avesse fatto l'uomo che non potesse peccare, dunque non servirebbe [(734)] egli niuno bene avere; e non servirebe d'avere la grazia di Dio e la gloria; che egli non avrebbe fatto lo bene per lui, se non per Dio che lo fece di quella natura, che non potesse peccare [(735)]. Ma perciò che Idio volle che l'uomo diservisse guidardone [(736)] di gloria per lui e per lo suo travaglio medesimo [(737)], e non per fare oltragio al diavolo, lo fece in tal natura ch'egli potesse fare il bene e 'l male per lo suo grado [(738)], e per lo suo guidardone di gloria; e per lo diavolo avere vergogna [(739)], che sì frale cosa, come la natura dell'uomo, facesse bene e lasciasse il male per suo grado, e guadagniasse la gloria, onde egli era caduto per lo suo orgoglio, che egli fece per lo suo grado contra al creatore. E altrettale [(740)], che, se l'uomo facesse lo male, che egli fosse dannato per quello medesimo male ch'egli avrà fatto, per lo suo grado; e che egli sia degno d'avere o l'uno o l'altro, secondo ch'egli avrà diservito: chè tutto è stato per lo suo grado.
[(734)] deserviroit C. F. R. — Deservir, ant. fr., vale meriter.
[(735)] chè l' bene tornarebbe a Dio, ond'elli muove; e l'uomo non meritarebbe d'avere gloria da Dio, ched elli none avrebbe fatto il bene per lui, ma per Dio, che Idio l'avrebbe fatto in tale natura di fare il bene tanto solamente C. R. 1.