[(796)] l'on ne C. F. R.
[Cap. CXXXVIII.]
Lo re domanda: verrà altra volta lo diluvio in terra? Sidrac risponde:
Iddio per la sua potenzia à promesso che altra volta il diluvio non manderà in terra. Ma se le genti peccheranno contra lui, egli manderà lo suo fragello, che gli fragellerà. Lo suo fragello s'intende la sua ispada; che l'una generazione correrà sopra l'altra, e in questo modo si consumeranno.
[Cap. CXXXIX.]
Lo re domanda: quando Noè entrò nell'arca, e prese di ciascuna bestia e uccielli un paio, che bisogno avea di rea bestia, e di metterla nell'arca, i scorpioni e tarantole e altre ree bestie? Sidrac risponde:
Egli gli mise per due cose: l'una fue per lo comandamento che egli ebe da Dio, chè comandato gli fue che egli mettesse di ciascuna bestia due; egli non ardì di trapassare [(797)] lo suo comandamento, come del suo criatore. L'altra si è che, se le malvagie bestie velenose non fossono sopra la terra, la terra sarebbe sì invelenata, ch'ella invelenerebe lo suo frutto, sicchè niuno lo potrebe mangiare, ch'egli non morisse inmantenente. Chè la terra è in molte parti tropa velenosa; e le bestie che noi abiamo mentovate, non vivono se non del veleno della terra. E di questo si può l'uomo legiermente avedere: chi pigliasse lo più velenoso uccello [(798)] del mondo, e tenesselo in uno vasello, che fosse di terra, XV giorni; e dessegli a mangiare pane e carne o altra cosa che non fosse di terra, egli perderebe lo suo veleno, e non potrebe dannegiare niuno, se della terra non mangiasse.
[(797)] travalcare C. R. 1. — La Crusca non registra che travalicare.