Uno mare è che si chiama lo mare nero. In quello mare si à molti nicchi [(801)], che si tengono a due a due, e sono aperti sopra l'acqua; e la piova si disciende dall'aria e entra ne' nicchi, per la volontà di Dio. Egli si chiudono, e vanno e vanno dentro dal mare, e ivi dimorano C. anni o più. E quegli che gli vogliono avere, sì si cuoprono i volti di vessiche di buoi, per allenare [(802)] sotto l'acqua, e per lo grande dimoro ch'eglino vi fanno; e sì s'ungono d'uno incenso [(803)] nero, perchè gli pesci si fughino, e non fanno loro male [(804)]. E quando eglino tragono fuori i nicchi, egli gli aprono, e tragonne fuori le perle, che sono come carne bianca, ritonda. Quando elle sentono l'aria, elle induriscono, tali com'elle sono. E quando elle non sono di stagione, elle putono come carogna, e non vagliono nulla. I carbonchi si truovano simigliante ne' nicchi che sono nell'acque dolci; e sono di grandine che cade dall'aria in loro; e elli si chiudono, e vanno nel fondo, e quivi dimorano CC. o CCC. anni, in quello fondo, e le genti le truovano. E quando elli non sono di stagione, simigliantemente putono, come le perle, e non vagliono nulla. Non intendere che tutta la piova che cade ne' nicchi e la grandine, diventino perle o carbonchi, se non lo primo giorno della luna di giemini [(805)], quando la luna è nel suo segno; allora diventa la piova che vi cade entro, perle. E a' dì XII di giugno [(806)], quando la luna è in cancro, diventa la grandine che cade ne' nicchi, carbonchi; e ciòe aviene più tardi che quelle delle perle.
[(801)] molte coquilles C. R. 1.
[(802)] per alitare C. R. 1.
[(803)] unguento C. R. 1.
[(804)] laonde li pesci li dottano e fuggono. R. C. 1.