[Cap. CCVII.]
Lo re domanda: come potrebe l'uomo salire in cielo? Sidrac risponde:
L'uomo dee fare lo bene per lo bene avere; e divietare e dottare il male; chè per lo mal fare noi traboccheremo in nabisso; e per bene fare nella compagnia del Signore del bene, cioè Iddio. Imperciò che Idio volle che l'anima fosse degnia d'avere guiderdone, le diede tutti gli albitri, per ch'ella facesse lo bene per la sua grazia e per lo suo grado.
[Cap. CCVIII.]
Lo re domanda: dove si nasconde lo giorno la notte [(953)]? Sidrac risponde:
Lo mondo era tutto in tenebre e in acqua; e lo sancto spirito come [(954)] uno grande chiarore sopra l'acqua. E quando a lui piacque, elli fece giorno e scuro, siccome noi abiamo altra volta detto; e fece lo sole e la luna e le stelle e l'altre cose che ci sono; e ordinò il fermamento del suo torno [(955)]; e alluminò lo mondo, siccome egli è del chiarore del sole; e la notte per la luna e per le stelle. E altresì l'ànno l'altre genti sopra loro, per la volontà di Dio. Lo sole e la luna e l'altre cose non fallano giammai al mondo; che, quando il sole falla a noi, egli allumina altra gente al mondo e la loro scurità. E quando elli falla a loro, e elli viene a noi, chè lo fermamento non fina di torniare; e ciò viene per la ritondeza del mondo. Gente sono al mondo, tali come noi siamo; e vegono apertamente il chiarore del sole e della luna e delle stelle; e sono sotto di noi; i loro piedi sono contra i nostri; e vanno sopra terra, e coltivano e adorano, siccome noi facciamo; e tutto questo è per la ritondità del mondo.
[(953)] Nel C. R. 2.: Lo re domanda se era luce innanzi che fosse fatto lo sole e la luna.
[(954)] era come C. R. 2.