Lo re domanda: come possono conosciere le genti l'ore e punti della notte? Sidrac risponde:
L'uomo gli può conosciere per lo giorno e per la notte; chè, in qualunque terra voi istate, in quello punto che lo sole apariscie, egli è punto del giorno, e in quello punto che gli falla [(958)], egli è punto della notte, sia o al levante o al ponente, in qualunque luogo voi siete. E per li punti conoscierai l'ore, che lo giorno e la notte è piccolo e grande, e si è XXIV ore; e ciascuna ora è MLXXX punti; e ciascuno si è tanto, quanto tu potessi istendere lo braccio; e se nollo puo' tanto distendere, che ti sia noia [(959)], si conta una o due [(960)], sanza ristare o tardare: ciò sono CLX [(961)] movimenti, che fanno MLXXX punti, cioè una ora. E questo potete voi provare per l'onbra. del sole e per l'orivolo dell'acqua, e fatto d'altre cose [(962)]. E per questo conto potete voi conosciere l'ore del dì e della notte, tanto ch'elle sieno grandi o piccole; chè la state crescie lo giorno e menoma la notte, per la ragione del sole, e però è lo verno, quando lo sole si parte da noi con tutto lo suo calore. Allora le folgori e gli venti e l'acque si spargono sopra la terra, là ove la forza del sole non escie; allora tenpesta e tuona, e fae lo verno [(963)]. Altresì aviene dell'altre terre, quando il sole si parte da loro. Non intendere mica che il sole si volge per sè medesimo; ma lo fermamento si dichina presso a una parte, tanto, quanto è uno palmo, là ove lo sole piglia nel verno altro camino, per la sua grandezza, e poi ritorna nel suo luogo.
[(958)] defaut C. F. R. — Da defaillir, mancare. — «Così li ciechi a cui la roba falla» etc. Dante, Purg., XIII.
[(959)] e ciascuno punto si è tanto quanto tu potessi stendere lo braccio e tirare a te; e se tu lo braccio non puoi stendere, si conta etc. C. R. 2.
[(960)] una, due C. R. 2.
[(961)] sono due milia ciento sessanta momenti C. R. 2.