[(973)] et les ieaus respendent a tous les membres et si dorment et reposent C. F. R.

[Cap. CCXVII.]

Lo re domanda: quale è il più sano luogo del mondo? Sidrac risponde:

Lo più sano luogo del mondo si è là ove l'uomo si guarda d'infermare, e di male vivande e di freddo e di caldo e di dormire e di veghiare; chè l'uomo non dee mica nella calda terra mangiare trope calde vivande, nè vestire tropo caldo, nè andare al caldo, chè dell'uno caldo e dell'altro [(974)] può l'uomo avere infermità. E così aviene del freddo. E non però [(975)] luoghi sono, l'uno più infermo [(976)] che l'altro, per la ragione del calore e del freddo, e per la gente inferma che vi vanno tra l'altra gente. E molti luoghi sono, che sono infermi perchè non sono abitati, chè s'egli fossono abitati, egli non sarebono già infermi. Ma chi vuole essere sano, faccia in questa maniera: una volta il giorno mangiare, e una volta la settimana con femina giacere, e una volta il mese togliere sangue del braccio, e una volta l'anno pigliare medicina. E chi questo modo manterrà, egli sarà sano.

[(974)] l'uno caldo e dell'altro C. L. — del caldo dell'altro C. R. 2. — Abbiamo corr. sulla scorta del T. F. P.: car d'ung chault et de l'autre.

[(975)] Et neporchant C. F. R., per neporquant che vale nonostante.