Lo re domanda: di che viene lo pensiero che l'uomo àe, che gli pare vedere quello che non è? Sidrac risponde:

Li pensieri che l'uomo pensa alcuna volta di cosa che non è stata, e gli pare ch'ella sia, sapiate che ciò aviene del sangue ched egli aportò co' lui del ventre della sua madre che è gelato e vano. E alcuna volta si muove coll'altro, e rinfabilisce verso lo cuore, e fallo pensare in malvagità [(1132)], e credere cose che non furono, per la vanità del movimento di quello sangue.

[(1132)] in malvagie follie C. R. 2. — vanite et folie C. F. R.

[Cap. CCLXXXXV.]

Lo re domanda: lo sospiro [(1133)] onde viene? Sidrac risponde:

Lo sospiro viene del coraggio [(1134)]. Quando lo cuore dell'uomo è pieno di rinfabilimento del sangue, allora sospira, per sè iscaricare e votare di quello rinfabilimento. Chè quando lo sangue si muove per lo corpo, egli rinfabla, e rende al cuore uno aiere molto caldo, che molto la grava, e allora lo cuore sospira per discaricarsi di quello malvagio aiere. E altre volte lo cuore à cruccio, e gli omori si muovono per quello cruccio, e rendono al cuore loro rinfabilimento, e l'infiamano tanto che sofferire nol puote; e allora li conviene gittare molti grandi sospiri. E spesse volte aviene che lo cuore sospira sanza cruccio: questo è lo rinfabilimento del sangue che si discarica.

[(1133)] Nel C. L.: spirto. — Abb. corr. coi Codd. R. 2. e F. R.