[(1184)] ce che l'om li doit C. F. R.
[(1185)] una volta o due o tre o dieci C. R. 2.
[Cap. CCCXXIII.]
Lo re domanda: perchè sono più savia gente quegli del ponente che quelli del levante? Sidrac risponde:
Quegli del ponente non ànno tanto del calore del sole come ànno quelli del levante. Quando lo sole si leva a levante egli è molto caldo e secco, e allora iscalda tutto lo levante, e quelli che vi sono. E quando egli è alto, egli non è tanto caldo in tali luoghi. E quando egli è a mezzo giorno, egli è caldo comunalmente per tutto lo mondo. Quando egli s'abassa per la notte aprossimare [(1186)], si piglia lo suo torno al ponente, e allora non è tanto caldo. Dunque non ànno quelli dal ponente tanto caldo, quando lo sole iscende, come n'à quelli del levante, quando egli si leva. Per questa ragione sono più savi quelli del ponente che quelli del levante, chè lo loro cervello non à tanto del calore come quelli del levante. E di questo vi potete voi avedere legiermente: chè chi fosse in uno luogo, che lo sole lo potesse iscaldare oltra a misura, in poco [(1187)] potrebe diventare folle e perdere il senno. E anche ci à altra ragione, che quelli del ponente possono mangiare calde vivande, tutte le stagioni dell'anno, che giamai male non faranno. Se quelli del levante le mangiassono, elle farebono loro grande male: che ciò è per la calda compressione della terra ove egli sono. Quelli del ponente le possono mangiare per la fredda compressione della terra dove sono.
[(1186)] Intendasi, per l'approssimarsi della notte. — Per la nuit aprochier C. F. R.