[Cap. VII.]

Lo re domanda: di che servono gli angeli in cielo? Sidrac risponde:

Li angioli che sono in cielo non ebono volontà di peccare verso lo loro criatore, e perciò non caddono eglino cogli altri, anzi dimorano in gloria. Idio dà a ciascuno ordine e uficio angielico. Angeli v'à che anunziano [(223)] agli uomini le grandi cose. Anche altra maniera di angieli v'à, che anunziano [(224)] alle comuni creature, cioè agli uomini, le piccole cose. Altre maniere d'angioli v'à, che sono potestadi, che comandano agli maligni spiriti, che più non facciano crudeltade all'umane cose. Altre maniere d'angioli v'à, che si chiamano principi [(225)], che ànno signoria sopra i buoni ispiriti, e lo loro comandamento si è a conpiere lo comandamento di Dio [(226)]. Altre maniere d'angioli v'à, che si chiamano dominazioni, che sormontano gli detti grandi angioli [(227)], che gli altri son loro subbietti per ubidenzia. Altra generazione d'angioli v'à, che si chiamano troni, sopra gli quali è la sedia [(228)] di Dio, per gli quali egli giudica i suoi giudicamenti [(229)]. Altre maniere d'angioli v'à, che si chiamano cherubin, in cui tutte le scienzie e molte altre creature umane sono subbiette e ubidienti [(230)], e servono; in quello ch'egli guardano lo specchio del chiarore [(231)] di Dio, perfettamente egli ricevono gli segreti del creatore [(232)]. Altre generazioni d'angieli v'à, che si chiamano serafin; quelli sono ardenti e più presso dell'amor di Dio che nulla criatura; e sormontano [(233)] ogni criatura d'onore, chè tra loro e Dio non è nullo altro spirito.

[(223)] avanzano C. R. 2.; secondo uno de' significati che ha il vb. avancer in franc., che è di annunziare.

[(224)] avanzano C. R. 2.

[(225)] principati C. R. 2.