[(231)] della chiarità C. R. 1.

[(232)] delle umane creature C. R. 2. — de le creature C. R. 1.

[(233)] formentano C. L. Abbiamo corr. col C. R. 1., e col C. F. R. che ha: surmontent. Nel C. R. 2.: soctomecteno ogni creatura d'onore.

[Cap. VIII.]

Lo re domanda: gli diavoli sanno tutte le cose e possonle fare? Sidrac risponde:

Di quello ch' [(234)] egli ànno angelica natura, sanno molto grande iscienzia, ma però non sanno egli tutte le cose. Che tanto quanto la loro natura [(235)] è più spirituale che quella degli uomini, di tanto sono eglino più [(236)] savi di tutto ingiegnio [(237)]; le cose che sono a venire non sanno egli niente, se non tanto quanto Idio lascia loro sapere. Ma le cogitationi [(238)] e le voluntadi non sa se non Iddio, e colui a cui egli lo vuole dimostrare. E non possono fare quello che egli vogliono, che lo bene egli non vorranno fare nè non potranno; ma egli possono assai mal fare, e non mica quanto vorrebono, se non tanto come i buoni agnoli gli lassano [(239)] fare.

[(234)] Dal franc. de ce che (que).