[(310)] e da ine inanzi C. R. 1.
[(311)] ricomparare C. R. 1., per ricomprare.
[Cap. XII.]
Lo re domanda: quando Adamo fu fuori del paradiso dove andò egli? E Sidrac risponde:
Adamo sì venne in Ebrocti [(312)], ove egli fu fatto, e là ingienerò gli figliuoli [(313)]. E poi [(314)] cento anni egli pianse Abel suo figliuolo, che Caino l'avea ucciso; e unque poi non si volle acostare [(315)] alla moglie. Ma però che Idio non volle nasciere della malvagia semenza [(316)] di Caino, fece Adamo amaestrare per l'agnolo suo, che giacesse colla moglie: e egli sì lo fece, e ingenerò uno figliuolo ch'ebbe nome Sem, della cui ischiatta lo figliuolo di Dio nascierà [(317)]. E sapiate tutti di vero che dal tenpo d'Adamo infino al tenpo di Noè, non piove [(318)] unque, e non aparvono nuvoli in cielo [(319)]. E non mangiavano carne e non beveano [(320)] vino: e tutto quello tenpo era così bello come la state; e si era abondanza di tutte le cose; e tutto questo rimase [(321)] per lo peccato della gente.
[(312)] Ebron C. R. 1. e C. F. R.
[(313)] VII anfans C. F. R. — filz et filles T. F. P. — Nel C. L. si legge: e là ingienerò gli figliuoli disse Signore e poi cento anni, ec. Disse Signore, che non trovasi in nessuno degli altri codd., ci è parsa una interpolazione dell'amanuense, e l'abbiamo soppressa.