[(319)] nè apparì arco in cielo C. R. 1. — l'arc dou ciel C. F. R.

[(320)] bevivano C. R. 1.

[(321)] cessò, mancò.

[Cap. XIII.]

Lo re domanda: fece Adamo altro peccato inverso lo suo criatore, se non quello ch'egli trapassò [(322)] lo suo comandamento e mangiò lo pome [(323)]? Sidrac risponde:

Non certo [(324)]; ma questo fu tropo gran peccato, ch'egli disiderò d'essere Iddio, e [(325)] però mangiò lo pome, che Idio gli avea vietato. Egli non volle fare lo comandamento di Dio, e la criatura non dee fare nulla [(326)] contra lo suo creatore. Certo se tu fossi inanzi a Dio, e alcuno ti dicesse guardati indietro, e se tu non lo facessi [(327)] tutto il secolo pericolerà; e [(328)] Idio ti dicesse, io non voglio che tu guardi indrieto, anzi voglio che 'l secolo pericoli, tu dei [(329)] fare lo comandamento del tuo criatore, e l'altro no, conciosia cosa che [(330)] 'l mondo perisca. E così fece Adamo, egli era [(331)] dinanzi a Dio. E sì tosto come lo diavolo lo molestò [(332)], egli guardò indietro, e però fece magior peccato, che di pericolare tutto il mondo. Et in quello solo peccato fece secte criminali peccati, per li quali [(333)] egli ingonbrò [(334)] tutti quelli che doveano nasciere di lui. Primieramente fue argoglio ch'egli volea essere pari di Dio; lo secondo fu [(335)] innobedienzia, ch'egli trapassò lo comandamento del suo criatore; lo terzo fu avarizia, ch'egli disiderò più che Idio non gli volea dare [(336)]; lo quarto fu sacrilegio, ch'egli prese in sè quello che Idio gli avea difeso [(337)]; lo quinto fu la spirituale fornicatione, che la sua anima era coniunta a Dio, e quando egli fece la volontà del diavolo, sì fece adulterio [(338)], e però perdette l'amore del suo verace isposo; lo sesto fu micidio [(339)], ch'egli uccise sè e tutti gli altri; lo settimo fu morte e ghiottornia [(340)], ch'egli mangiò lo pome, e credette alla volontà della femina, e fece quello che Idio gli avea vietato [(341)], e tolse l'onore a Dio. Per quello peccato gli conviene fare sodisfazione, che chi dell'altrui toglie, rendere gli conviene, e per l'amendamento [(342)] si piglia mercede. E perciò che Adamo dee fare sodisfazione a Dio, egli è ancora in tenebre d'inferno, e sarà, infino a tanto che il verace profeta figliuolo di Dio verrà in terra per lui diliberare.