[(397)] Così abbiamo corr. sulla scorta del C. F. R. che dice: ne lor profitera neent. Il C. L. ha: nè loro perfettamente; il C. R. 2.: nè loro profeta niente varrà; il C. R. 1.: e non proferà loro niente. Proferà supporrebbe un infinito profare, forse fare pro recare utile, non volendo crederlo errore per profitterà. Tutto questo periodo, assai confuso, ci pare da intendere così: Quelli che viveranno dopo noi e avranno da Dio buona legge e i dieci comandamenti, non ritrarranno da ciò alcun profitto, benchè sieno credenti in Dio, se non osserveranno i dieci comandamenti.
[(398)] ascienderà C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.
[(399)] Abbiamo corr. col C. F. R. che dice: ia l'aspre mort ne lor profitera ne tant ne quant. Il C. L. ha: già fia l'aspra morte non loro perfettamente nè poco nè molto. — Ed errate del pari sono le lezioni degli altri codd. ital.
[Cap. XXI.]
Lo re domanda e disse: come vanno l'anime nell'altro secolo? Sidrac risponde:
L'anime vanno nell'altro secolo simigliantemente come lo malfattore [(400)] si mena alla giustizia, con grande conpagnia di sergenti; non gli fanno altro [(401)] se non la giustizia; e simigliantemente, come l'anima si dee partire del corpo morto [(402)], se ella è [(403)] ria, si ragunano grande quantità di demoni, e si la portano in ninferno [(404)], e se l'anima è stata credente verso lo suo creatore, ella sarà diliberata verso la [(405)] conpagnia d'Adam, quando lo figliuolo di Dio ronperà lo 'nferno, e lo [(406)] diliberrà [(407)]. E se l'anima non sarà stata credente verso lo suo creatore, ella sarà radice di ninferno tutto tenpo mai [(408)]. Ma al tenpo della credenza del figliuolo di Dio, saranno l'anime menate in tre modi: quelli che avranno tenuto giustamente la sua fede e la sua credenza, e avranno fatto lo suo comandamento, quando questa giusta anima si partirà dal corpo, si raunerà [(409)] grande moltitudine d'angeli, nella conpagnia dell'angelo che l'averà guardato nelle percussioni [(410)] e nelle tribolazioni; elli lo porteranno, laudando e glorificando Idio, egli la meneranno nel paradiso celestiale. La seconda maniera, di quelli che muoiono e ànno facto assai male e poco bene, e poi si confidano [(411)] nella fede, la quale lo figliuolo di Dio àe loro donata e comandata, e s'amendano [(412)] inanzi la loro morte, quando l'anima loro escie del mortale corpo, si viene l'angiolo di Dio, e si la piglia, e dalla al malignio ispirito; e egli la porta in uno luogo dello 'nferno che si chiama lavatorio [(413)], cioè purgatorio, di vizii di questo secolo; egli la mette in quello luogo, e no le puote poi più malfare [(414)], se non quello che lo buono agnolo averà comandato. E quando ella è lavata e purgata quello ch'ella dee [(415)], e viene lo buono agnolo, e pigliala, e mettela in paradiso celestiale, dove sono gli altri buoni [(416)]. La terza maniera di menare si è di quella anima che tutto tenpo avrà mal fatto, e stata in questo secolo male e in peccato, fuori della fede e del comandamento di Dio: si vengono grandissime moltitudine di diavoli, e piglialla, e portalla a grande onta [(417)] e a grande vergogna, e mettolla al fuoco dello 'nferno, e là istarà tutto tenpo, che giammai fine non avrà.