[CAVALLO ARABO]

Sogni tu forse le gialle radure,

Sogni tu forse le calde pianure

Arse dal sol?

Vasti miraggi di sabbie cocenti,

Corse d'audaci cavalli nitrenti

Sul patrio suol?

Quando tu scoti la folta criniera,

E punti a terra la zampa guerriera

Mordendo il fren,

Quando tu nitri con urlo selvaggio,

Subita brama di novo viaggio

M'avvampa in sen.

Non sai?... M'attiran le plaghe serene;

Non sai?... M'attiran le nitide arene

Arse dal sol.

Vien, ch'io ti salti su l'agile groppa;

Bruno corsiero, galoppa, galoppa,

Divora il suol!...

Fuggi le nebbie stagnanti sui piani,

Su questa ignobile folla d'umani

Passa col piè:

Fendi correndo l'irsuta ramaglia.

Fuggi, galoppa per valle e boscaglia,

Libero e re!

Dietro ti lascia gli abissi e le frane,

Gonfî torrenti, spezzate liane,

Calpesti fior.

Avanti sempre, se lunga è la strada,

Fin ch'io con te ne la polvere cada,

Mio corridor!...

O fiamme rosee di vesperi queti,

O visïoni di snelli palmeti

Riflessi in mar;

Scabri e rocciosi profili di monti,

D'arabe nenie pei glauchi orizzonti

Fioco vibrar!...

Sprizza scintille la sabbia infocata;

Ahmed, galoppa!... La corsa sfrenata

Più non ristà.

Verso l'ignoto ti slancia, t'avventa;

Tutto disfido se in faccia mi venta

La libertà!...

[pg!87]

[TE SOLO]

Qui.... te solo, te solo.—Oh, lascia, lascia

Ch'io sfoghi sul tuo cor tutti i singulti

Da tant'anni nel petto accumulati,

Tutti gli affanni e i desiderî occulti....

Ho bisogno di pianto.

Sul tuo sen palpitante, oh, lascia, lascia

Ch'io riposi la testa affaticata,

Come timido augello sotto l'ala,

Come rosa divelta e reclinata....

Ho bisogno di pace.

Sul tuo giovine fronte, oh, lascia, lascia

Ch'io prema il labbro acceso e trepidante,

Ch'io ti susurri l'unica parola

Che t'incateni a me per un istante....

Ho bisogno d'amore.

[pg!91]

[SINITE PARVULOS....]

Oh, si vouz rencontrez quelque part sous les cieux....

V. Hugo.

Se nel crocicchio d'una via deserta

O in mezzo al mondo gaio e spensierato

Incontrate un bambino abbandonato,

Pallido il viso e la pupilla incerta;

Che d'una madre il bacio ed il consiglio

Abbia perduto, e pianga su una bara

La memoria più santa e la più cara,

Oh, portatelo a me!... Sarà mio figlio.

Io lo terrò con me, per sempre.—A sera

Gli metterò le sue manine in croce.

Con lui, per lui dicendo a bassa voce

De' miei anni più belli la preghiera.

La parola che eleva e che conforta

Io gli dirò con placida fermezza;

La gelosa e veggente tenerezza

Avrò per lui de la sua mamma morta.

Io gli dirò che la vita è lavoro,

Gli dirò che la pace è nel perdono;

Di tutto ciò che è giusto e grande e buono

Farò nella sua mite alma un tesoro.

La forza di pensier che Dio m'ha data

Tutta trasfonderò ne la sua mente;

Presso a lui sfiorirà tranquillamente

La mia vita raccolta e scolorata.

Mentr'io declinerò verso l'oblìo,

E avrò la cuffia e metterò gli occhiali,

Ei salirà, lo spirto agl'ideali,

Le braccia alla fatica e il cuore a Dio.

Fidente ei moverà verso l'aurora.

Ingranaggio vital nell'universo,

Irrequïeto augello al sol converso,

Giovane stelo che nel sol s'infiora:

E in pace io morirò.... poichè sofferto

Non avrò indarno, e non indarno amato;

E da un petto di figlio e di soldato

Cadrà un sospiro su l'avello aperto.

[pg!95]

[NENIA MATERNA]