Ti vidi un giorno—e di sospetto un palpito

M'arse la solitaria alma sdegnosa,

Senza saper perchè:

Or ti conosco, e t'odio, e son gelosa,

Son gelosa di te!...

Va, sirena, e trionfa. A te di grazie

Molli e procaci ben concesse Iddio

Il fulgido tesor:

Va—sei bella e fatal come il desìo,

Bianca fanciulla da le trecce d'ôr!...

Perchè venisti? Di repente al fascino

Di tua fiorente giovinezza audace

Fuggì mia speme a vol;

E il mio splendido sogno infranto giace,

L'ali spezzate, al suol.

Se tu sapessi come punge l'anima

L'acuta spina d'un dolor profondo,

Quando fugge l'amor....

Come par vuoto e desolato il mondo.

Quando negletto e senza meta è il cor!...

Oh, potessi scordar l'alate e rosee

Larve del sogno appassionato e stolto

De la mia gioventù;

Su le rovine de l'amor sepolto

Non ridestarmi più!

.... Va, sirena, e trionfa.—A te di gioie

Intime il riso, e la bugiarda festa

Di dolci voluttà;

Ma se cupo abbandono a me sol resta,

L'ira del fato su te pur cadrà.

Quando, solinga, cercherai fra i ruderi

Muti e dispersi de l'amor languente

L'ebbrezza che svanì,

Quando, fra i geli, invocherai l'ardente

Felicità d'un dì,

Ritta e proterva mi vedrai risorgere

Come vindice larva a te dinante,

Lieta del tuo dolor;

E riderò su le tue gioie infrante,

Bianca fanciulla da le trecce d'ôr:

Poichè, superba di tue molli grazie,

Tu calpestasti il sogno mio di rosa

Sotto l'audace piè,

T'odio, balda sirena, e son gelosa,

Son gelosa di te!...

[pg!22]

[STORIA BREVE]

Ella pareva un sogno di poeta;

Vestìa sempre di bianco, e avea nel viso

La calma d'una sfinge d'oriente.

Le cadea sino ai fianchi il crin di seta;

Trillava un canto nel suo breve riso,

Era di statua il bel corpo indolente.

Amò—non riamata. In fondo al core,

Tranquilla in fronte, custodì la ria

Fiamma di quell'amor senza parole.

Ma quel desìo la consumò—ne l'ore

D'un crepuscol d'ottobre ella morìa,

Come verbena quando manca il sole.

[pg!23]

[AUTOPSIA]

Magro dottore, che con occhi intenti

Per cruda, intensa brama,

Le nude carni mie tagli e tormenti

Con fredda, acuta lama,

Odi. Sai tu chi fui?... Del tuo pugnale

Sfido il morso spietato;

Qui ne l'orrida stanza sepolcrale

Ti narro il mio passato.

Sui sassi de le vie crebbi. Non mai

Ebbi casa o parenti;

Scalza, discinta e senza nome errai

Dietro le nubi e i venti.

Seppi le notti insonni e l'inquïeto

Pensier della dimane,

L'inutil prece e il disperar segreto,

E i giorni senza pane.

Tutte conobbi l'improbe fatiche

E le miserie oscure,

Passai fra genti squallide e nemiche,

Fra lagrime e paure;

E finalmente un dì, sovra un giaciglio

Nitido d'ospedale,

Un negro augello dal ricurvo artiglio

Su me raccolse l'ale.

E son morta così, capisci, sola,

Come un cane perduto,

Così son morta senza udir parola

Di speme o di saluto!...

Come lucida e nera e come folta,

La mia chioma fluente!...

Senza un bacio d'amor verrà sepolta

Sotto la terra algente.

Come giovine e bianco il flessuoso

Mio corpo, e come snello!

Or lo disfiora il cupido, bramoso

Bacio del tuo coltello.

Suvvia, taglia, dilania, incidi e strazia,

Instancabile e muto.

Delle viscere mie godi, e ti sazia

Sul mio corpo venduto!...

Fruga, sinistramente sorridendo.

Che importa?... Io son letame.

Cerca nel ventre mio, cerca l'orrendo

Mistero della fame!...

Scendi col tuo pugnale insino all'ime

Viscere, e strappa il cuore.

Cercalo nel mio cor, cerca il sublime

Mistero del dolore!...

Tutta nuda così sotto il tuo sguardo,

Ancor soffro; lo sai?...

Colle immote pupille ancor ti guardo,

Nè tu mi scorderai:

Poi che sul labbro mio, quale conato

Folle di passïone,

Rauco gorgoglia un rantolo affannato

Di maledizïone.

[pg!29]

[NEVICATA]

Sui campi e su le strade

Silenzïosa e lieve,

Volteggiando, la neve

Cade.

Danza la falda bianca

Ne l'ampio ciel scherzosa,

Poi sul terren si posa

Stanca.

In mille immote forme

Sui tetti e sui camini,

Sui cippi e nei giardini

Dorme.

Tutto dintorno è pace:

Chiuso in oblìo profondo,

Indifferente il mondo

Tace....

Ma ne la calma immensa

Torna ai ricordi il core,

E ad un sopito amore

Pensa.