[pg!158] Ebbene, sì: da qualche tempo egli si sentiva davvero infelice; ma non perchè si era lasciato rapir dalla scienza: anzi perchè alla scienza non si era dato con amore più saldo. Inoltrandosi negli anni e negli studi, a quel dilettarsi di una cultura superficiale e varia, al compiacimento di poter discorrere, con nozioni vecchie e nuove, di astronomia, di fisica e di chimica, di botanica e zoologia e mineralogia, eccetera, e di potere, con vive rimembranze, adornarsi di storia e filosofia e poesia, gli era seguìto nell'animo un senso di rammarico, come in chi s'avvede di consumare invano le sue forze.

E ora sapeva che non sapeva nulla di nulla, e sapeva tanto che immergersi nell'ignoto con l'ingenuità d'un bambino o d'un barbaro gli sarebbe parso ineffabile gaudio.

Ma anche ciò non poteva, perchè quanto aveva appreso gli suscitava dalla terra e dal cielo, in mille modi e mille forme, le tentazioni dell'ignoto e le prove della sua ignoranza particolare. E gli costava uno sforzo dire a sè stesso:

— Che importa il tuo soffrire, la tua ambizione insoddisfatta, se ti ricordi, Raimondo, che Sirio...?

[pg!159]

————

Per fortuna Sirio non gli rifiutava tutti i conforti di quaggiù.

Con sincera stima — ne era certo — lo divagavano dall'intima cura un discepolo e un collega. Discepolo gli si protestava il capitano Turri; il quale, vedovo di una ricca signora, aveva da poco lasciato l'esercito, ed essendosi comperato una villetta a Castelronco, presso a quella dei Graldi, nell'amicizia dei Graldi trovava incitamenti a passar bene i giorni e le sere d'estate. Con Alfonso, Turri combatteva, fuori, in pro del partito dell'ordine; con Raimondo si riposava, in casa, imparando senza discutere.

E l'ammirata sommissione del capitano era tale che — mentre egli ascoltava — Raimondo, il maestro, provava gusto pur a dire delle corbellerie. Quando il poeta superava in lui lo scienziato, la fantasia gli rendeva verosimili le più strane ipotesi, le spiegazioni più ardite. Dopo, se ne doleva, temeva. Se Turri consultasse qualche libro? qualche scienziato?

Ma no!, fiducioso, Turri non consultava niente e nessuno, o, tutt'al più, si rivolgeva a Adriana, allorchè assisteva alle severe lezioni, chiedendo: