[pg!39] Per poco i più arditi non gliela gettavano in faccia: — Meglio li godiate voi che quel birichino!

E quei poveri incolpati capirono che cosa volessero significare certe mosse di spalle, certe occhiate oblique, certi sorrisi sfuggenti, certe parole finte. L'Assunta piangeva e si premeva d'una mano il cuore; e Andrea scampanando, zappando e vangando ribatteva, quasi a persuadere in sè ogni incredulo: — Ladro io non sono mai stato! Ladro, io, non sarò mai!

Nemmeno il cappellano, che era stato mandato per economo dalla Curia, súbito dopo il mortorio, li consolava. Non conoscendoli, sospettava, taceva.

Ma più di tutto li sgomentava il silenzio di quell'altro, del fratello. Uscito dalla canonica all'entrare dell'economo, non si era più veduto lassù.

.... E due giorni dopo, all'ultimo dell'anno, che faceva un gran freddo, la chiesa era piena di gente. Aspettavano la messa. Quando uno udì, o credè d'udire uno scalpitìo e un suono di squadroni sbattuti; e susurrò: — I carabinieri!

— I carabinieri! — susurrarono i vicini.

— I carabinieri! — avvertirono di panca in panca.

L'Assunta impallidì; gemè forte: — Signore! [pg!40] e Andrea, che per servir la messa accompagnava il prete dalla sagrestia, fu assalito da un tremito convulso. Intanto alcune donne si inginocchiarono alla balaustra per ricevere la Comunione.

E il prete sale il gradino, depone il calice sull'altare, apre il tabernacolo, si volta a segnar nell'aria, con la mano, la croce: ricorda ad Andrea che deve recitare il Confiteor. Ed ecco; il prete si volta ancora, tende il braccio a trar fuori dal tabernacolo la pisside; ma.... Che è? che non è? Un cartoccio. Cade sull'altare, si apre: una di qua, una di là, due cose lucide scappan via, in terra, sonando. Monete? Marenghi? Che è? che non è?

— Miracolo! — esclama Andrea, più bianco in faccia che la sua cotta.