— Vieni qua! Porta qua — le disse —, che ti aiuto!

No. Diffidava; non aveva voglia di resistere alle tentazioni dei morsi, di premere le mani contro la faccia rugosa, per non soffocare, nè di strillare a difesa.

Ma poi la sedusse la proposta di una nuova gabbia da grilli. A comporla occorrevano gambi di erba volpina e non di loglio; e il nonno glieli indicava; e la esortava di non andar al sole a coglierne, e di non piegarli e romperli nello strappo.

Quando bastarono, la gabbia fu presto in ordine. Non appena però fu compiuto il lavoro, si compiè il tradimento.

[pg!46] — Hamm! Ti mangio!

Le strida sbigottirono fin i passeri, su per il tetto.

E il grillo?

Rispondeva il nonno che i grilli di giorno stanno in casa, per uscir la sera a cantare alla luna e alle fate.

E lei, credula, ripigliò la faccenda di prima; decisa a non lasciarsi ingannare mai più.

Ora il vecchio l'udiva borbottare senza ascoltarla e seguiva il ronzo d'un calabrone tra il folto dei rami. E, come la piccolina quando egli protraeva una tiritera noiosa, chinò il capo; e a poco a poco si addormentò.