— Cosa importa saper il come e il perchè? È morta: ecco!
La donna chiese:
— Avete figli?
— Uno; di sei anni. Il giorno che partii, volli mangiare, prima d'avviarmi. Mia moglie — piangeva — cominciò a tagliar del prosciutto. — Basta! — diss'io. E il bambino: — No, mamma; tagliane pur molto, del prosciutto, al babbo, che non ne mangerà più. — Fra poco il bambino mi verrà incontro e mi dirà: — La mamma è morta.
Il vicino di posto guardò il mulattiere: immutato nel viso come nella voce. Solo gli vide [pg!6] una lagrima, ferma, tra ciglio e ciglio, in coda all'occhio.
Allora parlò colui:
— Sapete perchè l'avete perduta, la vostra donna? Perchè era onesta. Le altre, che non si accorano d'aver il marito lontano, quelle, state pur sicuro, non muoiono!
Gli ascoltatori approvarono, e la conversazione prese un andamento piacevole. Saverio rideva non meno degli altri, e più forte.
Nessuno avvertiva in lui un'eccitazione strana: per l'insonnia — tre notti che non dormiva —; per la fame — dalla sera innanzi non aveva mangiato che una mezza pagnotta —; per il piacere stesso che, in contrasto con la sua sventura, provava a riudire il suo dialetto, a trovarsi fra gente delle sue parti, in vista ai noti luoghi, lontano dalla vita di guerra. Nessuno, neppure il vicino, dubitava ch'egli non fosse una clamorosa testimonianza del motto: «Chi è morto, giace; e chi è vivo, si dà pace».
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