Serio, mi obbligava ad attestare una strampalata notizia di sua invenzione, la quale era un po' scandalosa e faceva sobbalzare per le risa l'adipe della Melvi madre. Oppure dal gruppo degli uomini diceva a voce alta verso di me: — Me n'appello al dottor Sivori! È vero o no che la guerra è nella natura delle cose? È vero o no che secondo Darwin, o Spencer che sia, la prevalenza della forza è la legge dell'esistenza universale? Dunque i fautori della pace universale sono i peggiori nemici della società. I socialisti poi...., a domicilio coatto! in galera! mitraglia!
Io assentivo allo scherzo, pur osservando che anche in questo si rivelava l'energia dell'uomo.
Il vecchio Learchi grugniva: — bravo! —; e il cavaliere spalancava le braccia.
— No, dottore, no!... Non faccia bonne mine à mauvais jeu! Stasera il nostro bravo ingegnere è un po' farceur. Prima di tutto, confonde i socialisti con i più nobili, più puri pensatori della pace universale! Eppoi...., eppoi condannare sans façon tutti i socialisti, condannarli in nome della scienza...., ohibò...., è un'eresia! La scienza è amore!
E giù uno sproloquio per finire con la libertà nell'ordine e viceversa. Ma parlava con arte il cavaliere, mentre ascoltava e osservava sè stesso. Il suo gestire era effetto di lungo studio, perchè gli altri ascoltatori ammirassero i polsini, i gemelli nei polsini, gli anelli delle dita, il candore e l'arco delle unghie. Ed ora tendeva il braccio agitando due o tre volte la mano aperta a dita aperte; ora col gomito nel braccio della poltrona abbandonava la mano fuor del polsino quasi fosse sostenuta da quello; or appuntava all'avversario l'indice teso fuor del pugno mollemente socchiuso col pollice a contatto del medio; or apriva ad arco ambedue le braccia e concedeva la vista d'ambedue le palme nell'atto del porgere....
Bisogna anche dire il perchè da quando era stato bandito Pieruccio l'eloquenza del cavaliere navigava per il mare magnum della pacificazione sociale. Da che moveva in lui, a che tendeva il desiderio di così vasta idealità?
Moveva dalla guerra domestica; intorno a cui informavano le Melvi. La lontananza di Pieruccio aveva sollevato l'impenitente Don Giovanni, il vieux marcheur, da un grave peso, dal timore di scandalizzare il figliolo; e un giorno la signora l'aveva sorpreso mentre egli affrettava gli approcci alla facile fortezza della cameriera. Questa, bandita a sua volta, era andata rivelando per il paese le velleità del padrone e la gelosia frenetica della padrona; onde chiacchiere e risa. Il ridicolo!
La famiglia Fulgosi nel ridicolo!
— Colpa vostra: vergognatevi! — diceva la signora.
— Colpa vostra! — ribatteva il marito. — Siete nervosa nervosa nervosa! E bisbetica! e accattabrighe! Gentildonna in apparenza; in realtà, povera donna! Sì: povera donna!; lo ripeto senza tema di essere smentito: povera donna!