Ma Gigi un brutto giorno lasciò inginocchiare Sansone. Se per causa del suo servitore, Moser si fosse rotta lui una gamba, non c'è dubbio che avrebbe perdonato subito. Invece, a vedere spelate le ginocchia dell'amato Sansone si arrabbiò, come sai che si arrabbia delle volte; e Gigi, per difendersi cominciò a dire insolenze, non al padrone, che le avrebbe perdonate, forse, ma al cavallo; e fu bell'e fatta! Gigi fu licenziato, e venne a sostituirlo un cretino, che al primo biglietto da consegnare a Marcella, si fece cogliere dalla signora Eugenia. Per fortuna, nel biglietto io (che avevo fatta una scappata a casa dopo gli esami) dicevo solo che presto dovrei tornare a Pavia all'università e che bisognava far buon uso del tempo; e pregavo Marcella di venirmi incontro per la strada. Apriti Cielo! Un biglietto! Un appuntamento! Come se fosse una gran cosa, una novità! La signora Eugenia cominciò ad aprir gli occhi a Moser e lui...: apriti, o terra!, spalancati, inferno!

Tu, Sivori, penserai che Moser si sia inquietato tanto perchè crede Marcella ancora una bambina o perchè io non sono ancora laureato. Niente affatto! Si è inquietato perchè è in rapporti d'affari con mio padre! Non è un bell'originale? Un altro direbbe: Essendo noi genitori in rapporti d'affari, tanto meglio se i nostri figli si vogliono bene! Si fa tutta una famiglia, e buona notte! Moser invece è andato in bestia appunto per ciò.

Ora tu t'immagini di vedermi piangere come un vitello; ma t'inganni!

Io rido, felice e contento; perchè l'ingegnere ha sgridato tanto; Marcella, poverina, ha pianto tanto; mia madre s'è mostrata così afflitta, che la signora Eugenia, ha dovuto riparare al mal fatto; e a poco a poco ha quietato il Cerbero numero uno. Figurati che adesso io vado a trovare Marcella a Milano (dove i Moser sono da quindici giorni) proprio come un fidanzato ufficiale! Ma c'è anche il Cerbero numero due; mio padre! A questo ci penserà mia madre, se vuole presto un nipotino in tutte le regole!

Non ho altro da dirti. Anna Melvi è spesso a Milano anche lei. Studia il canto per calcare le scene. Ortensia, nell'ultimo tempo che stettero lassù, era divenuta insopportabile.

Adesso accompagna Moser di qua e di là; ma io non dico che questo è un capriccio, per non farti dispiacere....

Nel suo giocondo egoismo, Guido non vedeva cosa d'importanza che non si riferisse al suo amore; non immaginava che impressione mi farebbe quella sola frase: «Ortensia era divenuta insopportabile». Dunque la tristezza di lei era cresciuta! La smania di divagamento, a cui Guido alludeva infine, non significava forse che ella si tormentava come me per dimenticare?

Approssimando l'anno nuovo, da Milano, Marcella ricambiò «a nome di tutti» i miei auguri; e a una mia domanda abbastanza, esplicita intorno a sua sorella, rispose così:

Di Ortensia cosa vuole che le dica? li ha sempre avuti, anche da bambina, i grilli per il capo, gli alti e bassi di buon e di cattivo umore, ma adesso! Si irrita per niente; e quando è triste, si vede proprio che soffre. E perchè? A Milano non ci voleva venire, e viceversa, a Valdigorgo si annoiava a morte; ma adesso vorrebbe tornar in campagna, con questo freschino! Quella linguaccia di Anna direbbe che stando a Milano Ortensia si è innamorata di Roveni.... Ma io per Roveni ci spero poco! Quando partimmo egli le disse, in mia presenza, che coltivava una speranza....; essa finse di non capire. Cervellina sempre!

II.