Sì, venivo da Berlino; ma già m'ero fermato a Milano....

A queste parole la Learchi ristette sulla soglia, con la bocca ridente e gli occhi sbigottiti, e tornò indietro quasi per soccorrermi.

— L'ha visto? Li ha visti? — Sopprimendo i nomi sperò di attutir lo sdegno che prevedeva.

Infatti il signor Innocenzo le volse due occhi rabidi:

— Eh! Aveva obbligo di vederli?

Forte e senza titubanza io rispondevo:

— Ho visto Guido, Marcella, il bimbo; una famiglia che consola a vederla...

Povero me! Sempre ridendo in silenzio la donna spalancò le braccia in segno di disperazione. Ma il sindaco riaccendeva la pipa per ingoiar l'ira.

— Bah! bah! — fece aspirando. — Altro è il parlar di morte, altro è il morire! A lei sembran consolazioni...., perchè ha avuto giudizio, lei! Non ha voluto provarle, queste consolazioni.... che costano! Mio figlio...., povero imbecille...., le ha pagate care.... carissime!... Ma lasciamo andare!; parliamo d'altro! Dunque, a Berlino bella vita, eh?

Per assecondarlo un po' dissi qualche cosa di Berlino nel frattempo che la sindachessa usciva e rientrava recando in braccio un vaso di ciliege nello spirito e la serva sturava la bottiglia e mesceva.