— Ho pregato quindi l'ingegner Roveni di venir da me per schiarimenti sui libri dell'azienda. Non è venuto; m'ha scritto che egli nell'amministrazione Moser non ha nulla a vedere, tranne il suo piccolo credito; e riferisce una clausola del contratto da lui conchiuso col Moser quando assunse la direzione della fabbrica. Per quella clausola va esclusa, ogni sua responsabilità amministrativa.

Volendo io di nuovo interloquire, il curatore mi trattenne con un moto d'impazienza.

— Non m'interrompa!... Si dirà che Roveni ha messo le mani avanti per precauzione, per prudenza. Io però voglio le spiegazioni che ho richieste invano! Attendo documenti che dimostreranno meglio i rapporti della ditta Moser con due case commerciali; e se mi convincerò di quel che dubito, non esiterò un istante a compiere il mio dovere.

Io m'alzai d'impeto, esclamando:

— Ma io proverò che una vendetta indegna spinse il Roveni a tradire il suo benefattore! Un'infamia! scoprirò un'infamia!

Il curatore si strinse nelle spalle, quasi ciò importasse poco e punto.

Insistetti:

— Moser è un galantuomo! Ha avuto un solo torto: quello di addossarsi imprese superiori alle forze di un uomo e di aver fiducia illimitata in un birbante! Sopraffatto dal lavoro, lasciò tutto in mano a Roveni, senza pensare che costui si varrebbe di quella tal clausola per tradirlo!

Sdegnato, il curatone oppose:

— E perciò? Se io non m'inganno nei miei sospetti non sarà tutto questo che salverà Moser da un processo per bancarotta!