— Questa è la premessa; la pregiudiziale. Io non sapevo....
— Ho capito. Eppoi?
— Quando sono stato per partire, Ortensia mi ha ringraziato con effusione; mi ha commosso.... Quasi che alla famiglia Moser non resti altro amico che me! Come era mio dovere, ho protestato: «La famiglia Moser, signorina, ha un amico al cui confronto io debbo scomparire: il dottor Sivori». E la signorina....
— Avanti!
—....È sembrata quasi offesa. S'è adirata e mi ha detto: «Lei dovrebbe sapere che Sivori non è un amico; è come uno della nostra famiglia! Lo dica, lo dica alla Melvi che per me Sivori è un fratello. Ha capito? Un fratello! Glielo dica!»
Meno male! borbottai. Ma al compiacimento in me sottentrò timore subito dopo.
— Faccia a mio modo, cavaliere. Con Anna, con Roveni, non parli mai più nè di me nè dei Moser. Sarà meglio per tutti. Le vipere sono sempre pericolose.
Egli si ritrasse e mi guardò sbigottito, quasi a sentirsi mordere; poi inchinandosi:
— Mi rimetto al suo consiglio!
.... L'ambasciata che Ortensia mandava ad Anna non pareva una risposta a qualche malignità?