— Signor dottore!

— Che volete?

— C'è qui giù la Tisa dello Zingaro, che ha suo marito che sta male.

Bisognò discendere. E venne innanzi l'ombra della donna. Aveva due bambini, uno a destra e l'altro a sinistra; entrambi divoravano il pane che loro aveva dato il Biondo. Il più grandicello, trattenendosi, porse il crostino alla madre e con un accento di meraviglia più che di gioia, esclamò:

— Mamma, del pane!

Non sapeva credere che mangiava proprio del pane.

Senza badargli la donna, timida, mi rispondeva che suo marito aveva una gran febbre e pareva diventato matto.

Al solito: era tifo. Scrissi una ricetta e la consegnai al Biondo; poi dissi: — Andiamo!

Lo Zingaro, così soprannominato per il colore del viso e per la miseria, era un risaiolo che abitava in una lurida capanna presso il serbatoio della risaia.

A quella volta, io andavo innanzi, con la donna dietro: sola; i bambini affamati e assonnati li aveva lasciati al Biondo e alla Rita.