— Dovemmo pernottare in una capanna.
— Merito tuo e del babbo, che vi ostinaste a salire — disse Marcella a Ortensia.
Pieruccio affermò:
— Ma io e Roveni ci arrivammo, alla vetta!
— Non è vero! — gridò Guido. — Vi nascondeste nella nebbia, vicino alla capanna, per paura di perdervi.
— Ci arrivammo!
— Storie!
Roveni taceva quasi non valesse la pena di sostenere la verità di così piccola impresa.
— Oh che notte, là dentro! Che notte! — ripeteva Marcella. Raccontava Ortensia:
— Immagini che fummo costretti a gettarci nella paglia per riposare un poco. Che freddo!... Io e la signora Fulgosi avevamo uno scialle in due! Bene: stavamo tutti zitti, e il cavaliere sospirò e si lamentò che non ci fosse nemmeno un po' di tè. Allora chi si mise a sospirare perchè non aveva la cuffia da notte; chi brontolava perchè non aveva le pantofole; chi voleva l'acqua di Vichy. Anna piangeva perchè non le portavano due guanciali!