—.... Maledizioni a tutti: Anna, Roveni, Guido, Moser. Non riuscivo a quetarlo! Ha fracassato le seggiole, ha rovesciato il tavolino, ed è andato in terra, in frantumi, il portafiori!: un portafiori di Boemia, stupendo, magnifico!, dono di mia zia, la De Mol... Ha minacciato fin suo padre, che è accorso....; e anche la cameriera!

(.... Come non ridere?)

— Allontanarlo, lei dice? È la mia idea. Subito! Domani! Lo manderò da suo zio, mio fratello, il colonnello De Mol, a Varezze.... Bel sito, Varezze! Ci son molti villeggianti e ci si divertono. Ma mandarlo con chi, Pieruccio? Con suo padre?

— Con suo padre.

Non l'avessi mai detto! La signora gridò:

— Il cavaliere...., mio marito, a Varezze, in mezzo alla società, alle donne? Non tornerebbe più a casa! — E spalancò le braccia come se il cavaliere le fosse fuggito allora di seno. —.... Ah dottore!, i misteri delle famiglie! Mio marito ha colpa di tutto! È lui la pietra dello scandalo! Fulgosi è un uomo.... che non invecchia, un seduttore, un gentleman traviato che non esiterebbe, se potesse, se io non tenessi sopra tutto al mio decoro...., non esiterebbe a disonorarmi, a tradirmi fin con donne vili! Ma io sono una gentildonna, una De Mol, parente dei De Mol che han la villa a Rivalta! Maria, la povera Maria, che morì etica — un angiolo! — era mia seconda cugina....

— L'accompagni lei, Pieruccio....

— Peggio! Lasciarlo a casa con la cameriera, mio marito?... Non mi fido! Capisce?

— Capisco.... — (Il cavaliere cominciava a diventarmi simpatico). — Dunque, lo lasci andar solo, Pieruccio....

— Solo, no. Temo, dottore.... L'avesse visto ierisera! Oggi dorme: gli ho data tanta camomilla! Ma la passione.... Se si getta sotto il treno?