Ma alla mente di lei, che con la fantasia si spingeva da un pezzo a pregustare le voluttà del suo dolce amore, balenò a un tratto il dubbio non stesse per cadere [pg!10] nella vendetta di messer Bertramo, il quale troppo duramente e troppo lungamente aveva fatto soffrire; non dovesse, se messer Bertramo mancasse per inganno al convegno, esser fatta gioco di lui. E se egli non era dell'animo che suo marito le avea dipinto, non poteva ella, con acerbo dolore e vergogna, divenire la favola non solo di lui, ma de' suoi amici e di tutta la città, ella, la virtuosa donna di messer Corrado? Onde si vedeva accomunata dalla colpa e dallo scherno a quante dianzi spregiava, e si doleva d'esser caduta della sua casta fierezza e malediceva al mal concepito affetto.
Ma ascoltò: — Eccolo! —, e rapida e lieta fu incontro al cavaliere che entrava e gli aperse le braccia sorridendo e sospirando: — Ben venuta l'anima mia, per cui sono stata tanto in affanno! —
Messer Bertramo la strinse forte: — Mercé dunque del suo grande amore; pietà, o madonna Fiola, dei suoi lunghi travagli! — Le parole di lui erano ardenti non meno che gli sguardi di lei, e a lui pareva che ella avesse [pg!11] una luce intorno il capo biondo, e a lei sembrava ch'egli fosse ebbro d'amore.
Sedettero sotto un arancio fiorito scambiando piú baci che motti, e come Fiola pensava — Or ora la fante ci dà il segno d'entrare —, messer Bertramo, il quale nelle avide strette la sentiva tutta desiosa e del suo bel corpo indovinava i segreti mal difesi dalla veste sottile, poco piú tempo attendeva a godere del piacere ultimo e sommo. Ma meravigliandolo assai una tale accondiscendenza in Fiola, egli volle conoscere prima da lei perché fosse stata tanto rigida seco e qual cagione l'avesse indotta da poco a dargli un conforto sí grande.
Ella rispose: — Io non v'amava; ma mio marito, un giorno che eravamo alla caccia insieme con molti cavalieri e gentildonne, osservando un nostro bravo falcone precipitare addosso a una brigata di starne e scompigliarle tutte, si sovvenne di voi e disse che come il falcone alle starne aveva visto far voi ai nemici nella battaglia. E recò prove del vostro valore e di voi asseriva che nessuno poté mai superarvi in cortesia [pg!12] e liberalità. Allora io ammirando l'animo vostro mi pentii subitamente d'avervi fuggito quasi mala cosa, e ora vi dono co 'l mio cuore tutta me stessa. —
Udite le parole della donna, messer Bertramo stette alquanto silenzioso e raccolto in sé medesimo per improvvisa concitazione di pensieri e di affetti diversi; poi, con uno sforzo che parve e fu supremo, perché egli rifiutava il bene non di quella sera, ma della sua giovinezza, ma della sua vita, si levò in piedi e disse:
— Non sarà mai ch'io offenda vostro marito se egli mi ama cosí e se ha tanta fede in me! — E tolte di seno alcune bellissime gioie, le porse alla donna pregandola di serbarle per sua memoria: — Per memoria di voi, voi datemi ora un ultimo bacio. —
Madonna Fiola Torrella turbata molto, chi sa se per nuova ammirazione dell'animo nobilissimo del gentiluomo o piú tosto per vivo rammarico del perduto piacere, lo baciò sulla bocca, e messer Bertramo, senza piú toccarla, le disse addio e partí. [pg!13]
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Sterne giungeva di rado al luogo per cui si metteva in cammino; io a ciò che mi propongo. Questa volta intendevo esaminare in confronto della dura semplicità e brevità onde Masuccio narrò primo il fatto di messer Bertramo[1], la prolissità e la pompa svenevole con la quale Gianfrancesco Loredano secentista rifece e allargò, trasportandone i personaggi ai suoi tempi, questa storia d'amore[2]; ma invece, non so come e perché, la fantasia condusse me pure a rinnovare e a diffondere l'antica novella, e adesso, su 'l punto d'incominciare il raffronto, ristò chiedendomi: A che cosa gioverebbe il mio studio?