[8]Firenze, Marescotti, 1581: in-8. Il Verino, “dottore ordinario e lettor pubblico della filosofia e [pg!228] cittadino fiorentino„, dedicò anche ad Ulisse Bentivogli una sua Lezione dove si ragiona delle idee et delle bellezze.
[9]Il Ballarino di m. Fabrizio Caroso, diviso in due trattati, Venezia, Ziletti, 1681.
[10]Pref. alle Rime, par. III: Bologna, Vit. Benacci, 1590: in-12.
[11]Ghis., T. XX, 16 agosto 1595.
[12]Cito il mio libro Romanzieri e romanzi del cinquecento e del seicento, avvertendo il lettore che ne scrisse assai male il noto critico Zannoni nel fasc. XXIV della Nuova Antologia (1891), pag. 781-783. — Delle persone mascherate nella Fuggitiva diedero i nomi veri il Ghiselli, il Mazzucchelli, il Giordani ed altri, ma non furono concordi a determinare quello dell'amante piú fortunato di Pellegrina: che fosse Fl. Malvezzi dice il Montefani (Spoglio delle famiglie bolognesi, ms. nella R. Bibl. di Bologna), fam. Bentivoglio. — L'anno della morte di Pellegrina cercai inutilmente nelle memorie e nei diari bolognesi. Il cavalier Saltini, a cui mi rivolsi e a cui debbo grazie, suppone come probabile il 1598 (estate) ed io tengo certa questa data, per piú ragioni che sarebbe troppo lungo dichiarare. È curioso che il marito e i figli della Bonaventura “adirono„ all'eredità de' beni di lei soltanto il 22 maggio 1615: ma forse fu perché si sopisse il ricordo della sua fine. Infatti il notaio che redasse il rogito non sapeva pur egli la data della morte di Pellegrina e scriveva: “.... cum multis annis iam elapsis ab intestato decesserit Ill. et Ecell. dona Peregrina De Bonaventura et de Capellis....„ (Scritture della fam. Bentivoglio: Archivio di Stato di Bologna).
[13]Ghiselli, op. cit., T. XXVI.
[14]Montefani, Fam. Malvezzi.
[15]Galeati, Diario (Bibl. Com. di Bologna), all'11 maggio 1618; Ghiselli, T. XXII, al 23 dicem. 1611.
[16]Galeati, op. cit.
[17]Del Barbazza letterato e poeta e accademico Gelato, Incognito, della Notte, etc., dissero anche troppo il Fantuzzi (Scrittori bolognesi), il Mazzucchelli, l'Aprosio (Biblioteca, 1673, pag. 324-329); io, per il breve mio studio, credo d'aver detto abbastanza pur essendomi dimenticato di ricordare che il Barbazza fu anche autore d'un dramma — Il Ratto di Proserpina — recitato a Bologna nel 1640. Dimenticanza grave!