Palloni se ne eran visti tanti a volare, anche con uomini dentro, che egli ne avrebbe ritenuto [pg!177] possibile uno grande come la cupola di San Pietro a Roma, e capace di portar, magari, due o tre famiglie, purchè il pallone andasse a suo capriccio. La macchina invece descritta nel giornale di Silvio — un'automobile con le ruote, le ali e il motore — andava dove voleva chi c'era sopra.
— Ragioniamo! Per andar dove si vuole è o non è necessario un appoggio? la terra, ai piedi e alle ruote; l'acqua, alle barche e ai bastimenti? Ma la terra e l'acqua sostengono i meccanismi di direzione perchè esse si toccano, si sentono, si prendono. Prendete in mano dell'aria se siete buoni!
A tagliar corto la disputa, Colamosto ricorse agli uccelli.
Quasi che gli uccelli non avessero l'anima fatta apposta per volare e non l'avesse inventata chi ne sapeva più di un giornalista: Domineddio!
Ma il guaio fu che la disputa d'aeronautica si tirò dietro la seconda delle dispute più grandi e funeste, quando poi Volturno Schiza parlò, rivolto a lui, il contradditore: — Tu l'altro giorno dicevi: — prendete in mano dell'aria se siete buoni! — E oggi io ti dico che l'aria si può liquefare, e se si può farne un liquido, si potrà anche prendere in mano dentro una bottiglia o un bicchiere! L'ho letto io nel libro di mio figlio, che fa la quinta.
Grappanera si provò a ridere a questa fola come loro ridevan delle sue verità. — Ah! ah! l'aria [pg!178] liquida! l'aria in bicchieri, l'aria in bottiglie! Non era buffa?
Ma anche il ridere gli sconquassava il cuore. Tacque. Riflettè. Trovò il modo a dimostrar l'errore di quei creduloni: di nuovo per assurdo, da perfetto dialettico.
— Se l'aria, che è un fiato...
— Un gaz, vuoi dire — corresse lo Schiza.
— Se l'aria, che è un gaz, si può ridurre a liquido, il mio liquore, che è un liquido, si potrà ridurre a gaz. Bene! Me lo paghereste due soldi, voi, un bicchierino di gaz? E io potrei dire: il mio gaz guarisce lo stomaco?