2 agosto.

Tutto mio! tutto mio! È morta.

3 agosto.

Sono casi, ma strani e perciò notevoli. Ieri sera Reno — non ci fu verso — ha voluto salir con me, s'è accucciato presso il mio letto e v'è rimasto tutta notte. Abbiamo dormito poco e male.

Oggi ho chiamato Francesco, il giovine, e gli ho detto sottovoce:

— Non vi date pensiero. Quando la porterete via, andrò per il campo.

Egli mi ha sorriso e, al tempo stesso, ha lasciato scorrere per le guancie abbronzate due lagrimoni.

Ha detto:

— Lei badi a Reno. — Poi, come a un amico:

— Alla disgrazia ci eravamo preparati; ma adesso cominceranno i guai, per quel po' di roba...