Mentre il padrone gli rimetteva la museruola e la corda al collare, il cane scodinzolava; era però evidente ne' suoi occhi l'intimo conflitto fra le due affezioni: la vecchia e la nuova.
E un giorno appena fuori di casa sfuggì, con [pg!225] uno strappone, di mano a Procolo; il quale giunse al palazzo Torselli dubbioso di non trovarvelo. Se le guardie l'avevano accalappiato, addio!
Invece la portinaia disse:
— È qui. — E lo chiamò più volte:
— Reno! Reno!
Il cane non compariva. Perchè? Dov'era? Dove si era nascosto?
Finalmente lo scopersero nel bugigattolo del carbone. Fingeva dormire.
Onde Procolo scosse il capo. Aveva capito.
— Anche questo... — mormorò.
E la portinaia: